Italia
Un ferito grave nello scontro con un’auto all’incrocio maledetto di San Pietro a Vico
Il motociclista quarantenne ha riportato una serie di fratture al bacino e agli arti ed è stato ricoverato all’ospedale di Pisa
LUCCA. Ancora un incidente. L’ennesimo di una serie interminabile che ogni tanto provoca lutti e tragedie. Stavolta il ferito è un motociclista di 40 anni originario della Romania e residente nella periferia cittadina a finire lunedì alle 22 all’ospedale Cisanello di Pisa per un politrauma: la frattura del bacino e di entrambi i polsi oltre a lesioni agli arti inferiori. Il quarantenne era cosciente quando è stato soccorso da un’ambulanza dopo lo scontro tra la sua moto e una macchina condotta da una donna originaria di Roma.
E dopo l’incidente il quarantenne è stato trasferito d’urgenza in codice rosso prima al pronto soccorso del San Luca per poi essere trasferito al nosocomio pisano. E il teatro di questo sinistro è stato ancora una volta l’incrocio maledetto che da via della Chiesa conduce alla Statale del Brennero. Basta scorrere le collezioni dei quotidiani per rendersi conto che, negli anni, quel tratto è sinonimo di rischio e di dolore. Almeno una ventina gli incidenti che avvengono durante i dodici mesi dell’anno. Da Borgo Giannotti al ponte Carlo Alberto Dalla Chiesa gli automobilisti sfrecciano a velocità ben superiore rispetto a quanto consentito.
Nel 2004 i vigili urbani elevarono, attraverso l’autovelox, centouno multe togliendo 290 punti sulla patente. La situazione migliorò – almeno in parte – quando tra il 2007 e il 2008 venne realizzata, grazie all’Immobiliare San Pietro a Vico, una rotatoria da 500mila euro a scomputo degli oneri di urbanizzazione di un insediamento previsto nella frazione. Un rondò sorto nelle vicinanze della concessionaria Mercedes, Guidi Car, che ha contribuito a limitare, almeno in quel tratto, gli incidenti stradali. Ma l’incrocio con via della Chiesa continua a rappresentare uno dei punti più pericolosi della periferia cittadina. Manca addirittura la segnaletica orizzontale, ormai cancellata dal tempo e dagli agenti atmosferici, e chi si immette sulla statale del Brennero da lì ogni giorno rischia la vita.
ANAS,PROVINCIA, COMUNI
La domanda sorge spontanea: perché non realizzare anche in quel tratto una rotonda in modo da ridurre la velocità? La situazione è estremamente complessa. Perché per realizzare il rondò sarebbe necessario l’esproprio di due abitazioni che si trovano sulla strada. Non solo. La competenza della via del Brennero e dell’Anas. E sulle strade statali non è possibile nemmeno sistemare dossi in modo da incentivare gli automobilista a ridurre la velocità se non vogliono causare danni alle vetture. Comuni (Lucca) e Provincia possono soltanto, anzi debbono, interloquire con Anas per cercare di risolvere una questione annosa e complessa. Qualcuno suggerisce la realizzazione di un particolare tipo di segnaletica orizzontale costituita da zigrinature rilevate, poste di norma nella mezzeria e ai margini della strada, che servono ad avvisare il conducente che si trova in una posizione irregolare e pericolosa, grazie al rumore prodotto quando le ruote del veicolo le attraversano. Sono molto utili in caso di nebbia, pioggia o di momentanea distrazione del conducente. Di certo però questo stato di cose non può protrarsi oltre altrimenti nuovi lutti e nuove tragedie torneranno prepotentemente alla ribalta sulle cronache dei quotidiani. Da rilevare poi la carenza, in alcuni tratti, di adeguati punti luce lungo la carreggiata in grado di agevolare gli automobilisti oltre al traffico pesante con camion e autoarticolati di ostacolo alla circolazione.
MORTI E FERITI
La statale del Brennero è una strada costellata di croci ai margini della carreggiata. Nel novembre 2018 ne fece le spese Marino Nelli, 48 anni, che mentre si immetteva in sulla strada con la sua auto venne centrato da una Golf che transitava e morì poco dopo in ospedale. Prima di – era il 2015 – il giovane Kristian Paloka, 24 anni, residente a Marlia, con la sua moto Honda 700 finì contro un camioncino morendo all’istante e in quegli anni altri motociclisti hanno perso la vita o subito traumi importanti . Per non parlare dei numerosi ciclisti investiti e di spettacolari tamponamenti e carambole con numerose macchine coinvolte e tanti feriti al pronto soccorso. —
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