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Lucca

sindaco polemico 

«Riaprite l’Orrido di Botri anche con meno visitatori»

Emanuela Ambrogi
«Riaprite l’Orrido di Botri anche con meno visitatori»

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bagni di lucca. Il reparto biodiversità dei carabinieri viene chiamato in causa dal Comune per la mancata riapertura dell’Orrido di Botri.

A protestare anche il sindaco di Bagni di Lucca, Paolo Michelini, il quale ricorda che l’Orrido è un bene demaniale gestito di fatto dai carabinieri ex forestali, e che quindi la decisione della riapertura e della fruizione non spetta al Comune. Non solo: il sindaco informa di aver avuto ieri mattina un colloquio con il reparto biodiversità, nel corso del quale «è emerso che la data di riapertura è ancora incerta. Il reparto – dice Michelini – ha giustificato il ritardo precisando che a causa degli eventi atmosferici dello scorso inverno il sentiero della riserva risulta tutt’ora non percorribile in sicurezza. Inoltre le norme di protezione dell’area sono di fondamentale importanza e richiedono un’attenta pianificazione e un puntuale monitoraggio di tutte le variabili ecosistemiche per garantire le attività promozionali senza danneggiare il territorio». Pur volendo evitare polemiche e comprendendo le finalità di tutela di chi gestisce il parco, ritiene tuttavia che «il tempo per valutare la situazione e mettere in sicurezza la riserva ci sia ampiamente stato e dunque si sarebbe potuto procedere con congruo anticipo. Diverse sono state le richieste del Comune al reparto biodiversità per una veloce riapertura, anche a seguito di un sopralluogo avvenuto nel mese di aprile a cui erano presenti sindaco, responsabile dell’area tecnica del Comune e il reparto biodiversità».

Il Comune ha ridotto progressivamente il numero degli ingressi a tutela del sito (dai 13. 000 del 2017 siamo giunti a 4. 000 nel 2020), reperito ulteriori necessari caschetti di protezione, provveduto al taglio dell’erba e alla pulizia. E ha messo a disposizione una autovettura per la sorveglianza dell’area. Il sindaco chiede quindi che la riserva di Botri venga riaperta «anche con un ingresso limitato di visitatori e rispettando la tutela del patrimonio forestale e della sua fauna». L’amministrazione comunale insomma non è più disposta ad accettare ritardi nelle decisioni, che creano un danno consistente a tutta l’economia della zona, già devastata dal Covid. Dura anche la presa di posizione delle guide del parco, ancora senza lavoro. —

Emanuela Ambrogi

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