Sicurezza
Nasce l’emporio solidale Lo gestirà la Misericordia
Sarà inaugurato oggi pomeriggio negli spazi in via per Corte Natta a San Marco Papeschi: «Obiettivo raggiunto grazie a Banco alimentare e Carrefour di San Vito»
Tiziana Gori
lucca. «L’importante è partire e gettare le basi per fare rete». L’emporio solidale della Misericordia si avvarrà della collaborazione di Comune e Caritas, ma l’obiettivo è coinvolgere altre realtà associative, che siano l’Ordine di Malta o la Comunità di Sant’Egidio o altre ancora. Chiunque voglia unirsi al progetto. Di richieste di aiuto, in giro, ce ne sono tante.
E se nel mirino dell’associazione presieduta da Luca Papeschi resta la realizzazione di una mensa per i poveri, oggi alle 17, in via San Marco, si dà corpo al progetto dell’emporio solidale.
«Dobbiamo dire grazie – spiega Papeschi – alla Società di mutuo soccorso “Ferdinando Martini” che ci ha concesso in comodato d’uso gratuito un immobile in zona San Marco, a un chilometro e mezzo dal centro storico».
«La Misericordia, che ora è conosciuta soprattutto per il servizio ambulanze, torna alla sua missione originale, dare aiuto alle persone in difficoltà», aggiunge il segretario generale Sergio Mura.
Il progetto dell’emporio solidale è stato illustrato ieri mattina nella sede di piazza del Salvatore. Oltre a Papeschi e Mura era presente Consuelo Murru, l’assistente sociale che ne sarà coordinatrice.
Di empori solidali, in Italia e anche nella nostra regione, ne sono attivi diversi. «Nell’anno del Covid – spiega Papeschi – la Confederazione nazionale delle Misericordie ha reso accessibili finanziamenti per altri empori, e adesso riusciamo a farlo anche a Lucca, grazie a una convenzione stipulata con il Banco alimentare e con il Carrefour di San Vito». In questi mesi di pandemia non sono mancate poi le donazioni da parte di privati cittadini.
L’emporio metterà in vendita solo derrate alimentari a media – lunga conservazione. «Per il momento abbiamo scelto di non vendere alimenti freschi», aggiunge Papeschi.
«L’idea dell’emporio – spiega Murru – è restituire dignità di scelta. Ogni famiglia potrà scegliere autonomamente i generi desiderati, al contrario di quanto avviene con un pacco alimentare già confezionato».
Il meccanismo sarà lo stesso degli empori già esistenti: si partirà con le segnalazioni ricevute dagli assistenti sociali del Comune e dai centri ascolto della Caritas. Altre persone che vogliano segnalare la propria situazione di difficoltà potranno chiamare la Misericordia. Sarà necessario portare la dichiarazione Isee.
«Sulla base dei requisiti (figli, anziani o disabili a carico, situazione reddituale) sarà assegnato un punteggio. I punti saranno caricati su una tessera, spendibile nell’arco di un mese per acquistare generi alimentari secchi e che sarà ricaricata nel mese successivo.
La Misericordia effettuerà periodicamente nuovi controlli sulla situazione economica delle persone in possesso della tessera punti. I principali fornitori delle merci, come detto, saranno Carrefour e il Banco alimentare della Toscana, con cui la Misericordia stipulerà apposite convenzioni. La sede dell’emporio si trova presso San Marco, in via per Corte Natta. Per informazioni e per prenotare un colloquio è necessario chiamare l’associazione al numero 0583492003 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13.
L’emporio sarà gestito da alcuni volontari. «L’importante era riuscire a partire e questo obiettivo lo abbiamo raggiunto. Ora – commenta il segretario Mura – ci serve una mano per creare una rete di aiuti solidali. Sarebbe già una buona cosa riuscire a tenere aperto due giorni il nostro emporio e due giorni quello della Caritas, a San Vito. Quando ci passo c’è sempre la fila».
E poi aggregare altre associazioni: «Vista la situazione post pandemica una rete di associazioni per tenere aperto tutti i giorni sarebbe l’ideale». I numeri del rapporto povertà presentato meno di due settimane fa dalla Caritas sono in effetti impietosi. Nell’anno del Covid è aumentato del 7 per cento il numero delle persone che si sono rivolte ai centri ascolto. Chiedono aiuto sia italiani che stranieri (50 per cento ciascuno), e sempre di più i giovani, disoccupati o con lavori precari. In grande difficoltà le famiglie con più di due figli, tanto che si torna a parlare di povertà materiale ed educativa dei minori. —
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