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Giro di falsi subappalti Tra gli indagati ci sono anche residenti a Lucca
lucca. Un presunto giro di subappalti fasulli creato per emettere false fatture e risparmiare milioni di euro di Iva. Lo ha scoperto la guardia di finanza, che ieri ha sequestrato beni per 14 milioni di euro nei confronti del consorzio Desa di Prato, operante nel campo della fornitura di servizi di facchinaggio e trasporto.
I sigilli sono scattati per conti correnti, contanti e anche per una vettura. Secondo le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto di Firenze Gabriele Mazzotta e dal sostituto procuratore Fabio Di Vizio, il consorzio sarebbe finito al centro di un giro di fatture per operazioni inesistenti per un totale di 30 milioni di euro. Complessivamente sono 16 le persone indagate, tra cui un imprenditore di 49 anni, albanese, amministratore unico di Desa, e una sua connazionale di 31 anni, considerata dagli inquirenti amministratore di fatto. Gli altri indagati sono undici di origine albanese e tre italiani, e risiedono nelle province di Prato, Pistoia, Lucca, Pisa, Firenze e Bologna.
Secondo le fiamme gialle, il consorzio otteneva contratti e subito dopo li affidava in subappalto alle cooperative consorziate. Tuttavia, è l’ipotesi dell’accusa, il consorzio gestiva di fatto direttamente la manodopera, che, mantenuta formalmente in forza alle cooperative, consentiva al consorzio di detrarre consistenti crediti Iva derivanti dalle prestazioni fatturate dalle stesse coop, che non versavano l’Iva. —
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