Finanza
Orrido di Botri isolato Arrivano le proteste
Dopo le nevicate dell’inverno, la strada non è percorribile Questa mattina in Comune verrà affrontato il problema
Emanuela Ambrogi
bagni di lucca. Si terrà questa mattina (lunedì 28 giugno) il nuovo incontro in Comune per la situazione dell’Orrido di Botri, primaria attrazione della Mediavalle, chiuso per l’impossibilità di arrivarci in sicurezza lungo la strada dissestata.
Le nevicate e il maltempo dell’inverno hanno fatto danni consistenti e i carabinieri del nucleo forestale, che hanno la gestione del parco dell’Orrido, vogliono che sia garantita la sicurezza dei visitatori. I problemi non mancano ed è saltata la data del 16 giugno, indicata come quella della riapertura da parte dell’amministrazione comunale. Uno stop ulteriore che è oggetto di critiche da parte del fotografo Davide Bonaventuri, già segretario della Pro Loco, il quale accusa il Comune di essersi attivato in ritardo. Per rimettere in sesto la viabilità di accesso e rimuovere le piante cadute e gli smottamenti pericoloso occorrono fondi di cui il Comune non dispone, mentre l’attenzione dei carabinieri sul requisito sicurezza è costante. Come aveva detto il vicesindaco Sebastiano Pacini, l’amministrazione cerca di fare tutto il possibile per rendere sicura e percorribile la strada che porta a Botri. «Ho già portato un’impresa sul posto – ha precisato Pacini – ma è impossibile indicare una data certa per riapertura. Non abbiamo la liquidità di bilancio per sistemare il tracciato, occorre una cifra che va dai 25.000 ai 30.000 euro. Non si tratta di effettuare solo l’asfaltatura o di mettere la ghiaia e portare il materiale coprendo il costo di i almeno due viaggi. C’è la necessità di sistemare la pendenza, è un lavoro molto più complesso». L’area è costeggiata da quattro chilometri di strada, di cui due e mezzo sterrati. Già era in brutte condizioni, ma dopo le nevicate dello scorso inverno la situazione è peggiorata. «Non è stato fatto alcun intervento – commenta Bonaventuri –. Occorre una gettata di ghiaia grossa e ci vogliono opere per lo scolo dell'acqua e la messa in sicurezza della via. Non possiamo stare fermi ad aspettare, il danno è troppo grande. L'anno scorso furono portati due cassoni di ghiaia, ma solo nel mese di agosto».
Bonaventuri ricorda che nella zona si trova il ristorante "Il nido dell'aquila", che a causa delle pessime condizioni della strada è in grande difficoltà. «Nel campo grande, fuori da Botri, sulla strada c'è anche un pezzo della palizzata che è danneggiato da anni. Nella passata amministrazione era stato messo a posto circa un chilometro e mezzo», aggiunge. —
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