Il Tirreno

Lucca

Precipitato sulle Apuane: «Mentre cadevo pensavo di morire, mi hanno salvato volontari e medici»

Barbara Antoni
Gabriele Cisetti a Punta Questa, l’ultima foto prima della caduta
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Gabriele Cisetti a Punta Questa, l’ultima foto prima della caduta

Un volo di oltre dieci metri nel canalone del Fondone, durante il quale è rimasto sempre cosciente e ha pensato seriamente di non farcela

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LUCCA. Un volo di oltre dieci metri nel canalone del Fondone, sulle Apuane massesi, durante il quale è rimasto sempre cosciente e ha pensato seriamente di morire.

Gabriele Cisetti, quarant’anni, lucchese, un lavoro come addetto all’accoglienza turistica di Itinera, una grande passione per la montagna e una convinta militanza nel sindacato (la Filt Cgil di Lucca, come delegato), oggi è ricoverato al Nuovo Ospedale delle Apuane di Massa e a chiedergli come sta, dopo giorni di terapia intensiva e dopo un intervento chirurgico, con un filo di voce risponde: «Mi sento graziato, miracolato».

Martedì 22 giugno, cogliendo l’occasione di un giorno di riposo infrasettimanale, aveva deciso di regalarsi una pausa per un’escursione a Punta Questa, insieme all’amico David Kostner. Tutt’altro che escursionisti improvvisati, ma, entrambi, ottimi conoscitori della montagna e delle sue insidie, oltre che delle sue straordinarie bellezze.

«Eravamo partiti alle 15 – ricostruisce Cisetti –, il giro era lungo. Nonostante conoscessimo bene la zona, ci siamo persi per un tratto di cento metri, perché i cartelli biancorossi dei sentieri erano sbiaditi. Appena ci siamo resi conto di avere sbagliato percorso, siamo tornati indietro fino al cartello precedente: è lì che sono scivolato giù nel canalone».

In quella manciata di secondi, mentre rotolava su se stesso e sprofondava nella voragine, «ho avuto veramente paura di morire – racconta dall’ospedale l’escursionista lucchese –. Ho pensato a tutte le persone a cui voglio bene. Ho avuto la grande fortuna di non battere mai la testa. Intanto, mentre sprofondavo, il mio telefono era andato in mille pezzi». È stato l’amico a chiamare i soccorsi. Intanto si era fatto buio - erano circa le 22 - e seppure in fondo al canalone, con la paura addosso e due brutte fratture, Cisetti ricorda: «Sono rimasto colpito dalla rete di solidarietà che si è stretta intorno a me. Era buio e l’elicottero non poteva raccogliermi, così alcuni soccorritori del Cai di Massa sono scesi giù per un sentiero impervio con la barella e poi mi hanno riportato su. Sono profondamente grato ai volontari, persone speciali che mi hanno infuso coraggio durante il tragitto, e alla sanità pubblica, credo che il suo valore sia sacro. In particolare, vorrei ringraziare medici e infermieri del pronto soccorso e della terapia intensiva del Nuovo Ospedale delle Apuane, uno squadrone di sanitari e operatori sociosanitari, infermieri e medici tutti super bravi, pieni di umanità e attenzioni, che si meritano ogni bene».

Da ieri mattina, dopo avere subito un intervento chirurgico, Gabriele Cisetti è stato trasferito dalla terapia intensiva al reparto di medicina dello stesso ospedale. Cosa porterà con sé di questa esperienza? «Di sicuro – spiega – l’attenzione ancora maggiore alla natura e al paesaggio, e al considerare sempre più attentamente i rischi che riserva. Sento anche profondamente il dovere della restituzione, di restituire quello che mi è stato dato in questo frangente della mia vita in aiuto verso le persone, nella vita di relazione e sul posto di lavoro. E anche nel sindacato, che è parte importante della mia vita». —

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