Sicurezza
Dipendente della Provincia figlia del presidente di Anmic
Lucca. La morte di Luciana Piliero ha sconvolto tutta Lucca. La donna, classe 1968, originaria di Roma e residente a San Concordio di Moriano, era un’apprezzata dipendente della Provincia. Chi la conosceva ne parla come di una persona professionalmente in gamba e capace: si occupava, tra le tante cose, anche di progetti di formazione e di vacanze studio.
Una donna sportiva e piena di energia, che amava fare maratone e vivere all’aria aperta. Lascia una figlia non ancora ventenne, Giada, a cui era molto legata.
Molto conosciuto è anche il padre di Luciana, Salvatore Piliero, storico presidente di Anmic, l’associazione nazionale degli invalidi civili. Purtroppo la 53enne non è la prima vittima del Serchio. Il fiume è attraente ma insidioso: l’acqua gelida, la corrente, le buche improvvise che fanno mancare il terreno sotto i piedi. Nel 2015 ci furono ben due vittime nell’arco di venti giorni: Sadun Hasal Perera Quranage, aveva 20 anni e morì ad agosto vicino a Monte San Quirico. Qualche giorno prima toccò a Mamadou Bakayoko, 32 anni, morto sotto l'attraversamento pedonale, qualche chilometro più avanti. A seguito di tutti quegli episodi in estate l’amministrazione comunale emana delle ordinanze che vietano il bagno nelle acque del fiume.
Nel 2007, invece, toccò a un ragazzo di 15 anni che in compagnia di due amici aveva deciso di fare un bagno ristoratore per combattere l'afa. Si chiamava Gabriele Princi, ed era uno studente e uno sportivo modello. Annegò nel Serchio sotto il ponte di S. Ansano a Ponte a Moriano. Ad ucciderlo, presumibilmente, un malore provocato da una congestione: si era tuffato nell'acqua gelida poco dopo aver fatto colazione. Eventi tragici tutti legati al fiume e alle sue insidie. —
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