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il parere degli operatori  

Nel 2021 c’è il rimbalzo Il motivo? Gli stranieri

G.P.
Nel 2021 c’è il rimbalzo Il motivo? Gli stranieri

Mancini: «Per numero di richieste Lucca supera Firenze» Satti: «Il mercato si regge su acquirenti di fascia alta»

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LUCCA. I dati del 2020 non sono positivi ma sono ormai alle spalle. L’importante è il presente ma ancor più il futuro e su questo fronte gli operatori del settore registrano segnali incoraggianti. «Il calo delle compravendite in provincia è in linea con la media nazionale – spiega Natale Mancini, titolare di Casamica assieme a Paola Granucci –, sicuramente il quarto trimestre del 2020 ha recuperato grazie alla ripresa di molte attività. I prezzi si sono mantenuti stabili, si registra solo una leggera flessione. Considerando che è stato l'anno delle chiusure a singhiozzo è probabile che molte pratiche si siano dilatate, sopratutto quelle che necessitavano di documentazioni reperibili solo negli uffici comunali. Se può confortarci, la Toscana e Lucca hanno un primato nazionale. Da un report di Gate Away, un portale internazionale, abbiamo estrapolato i dati delle richieste riguardanti la nostra regione e la nostra città. Tra le regioni che hanno catalizzato maggiormente l'interesse dei compratori esteri c’è la Toscana con il 15,03 per cento sul totale delle richieste di acquisto di una proprietà in Italia. Su Lucca l’aumento è del 31,6 per cento, un dato che pone la città al primo posto tra i comuni toscani per richieste di acquisto da parte di clienti stranieri (7,65 per cento), davanti persino alla blasonata Firenze. Tutto ciò nonostante la ridotta promozione del brand Lucca. Significa – conclude Mancini – che il nostro territorio ha del potenziale inespresso e che ci sono buoni spazi di miglioramento. Se devo fare una scommessa per il 2021 dico che ci saranno dati in controtendenza e prevedo un rimbalzo delle transazioni grazie alla liquidità accumulata l’anno passato».

Giuliano Satti, titolare della Essegi Immobiliare, fornisce una chiave di lettura interessante dei dati 2020. «Può darsi che a causa del Covid le transazioni siano diminuite in termini assoluti ma bisognerebbe vedere il volume economico di quelle concluse – spiega –. Credo che in quel caso non si registrerebbe un grande scostamento. Diciamo che è cambiato il target degli acquirenti: la crisi ha messo in difficoltà i clienti medio-piccoli che in quanto tali hanno avuto maggiori difficoltà nell’ottenere denaro e mutui per comprare casa. Al contrario, gli acquirenti di fascia medio-alta sono aumentati, perché il lockdown ha dato loro la spinta per cambiare casa o acquistare un secondo immobile di qualità, con giardini, piscine e ampi spazi all’aperto. Nell’anno della pandemia il settore ha tenuto grazie a questo segmento che sta tuttora trainando il mercato, grazie anche all’interessamento di acquirenti stranieri e possidenti».

Se le zone collinari vanno bene, e questo potrebbe spiegare anche l’exploit della Garfagnana, gli affari sono un pochino più fermi per quel che concerne il centro storico, che in passato ha sempre rappresentato il fiore all’occhiello del mercato immobiliare lucchese: «La qualità della vita entro le Mura – spiega Satti – non è proporzionata al valore richiesto, e questo per una serie di ragioni storiche e mai affrontate (mancanza di parcheggi, ascensori, terrazzi, giardini, ndr)». Chi ha denaro punta sulle zone collinari, di Lucca o della Piana, vicine alla città ma più adatte ad affrontare eventuali nuovi periodi di reclusione. In più, gli incentivi per le ristrutturazioni fanno il resto. —

G.P.

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