Lutto
Kme, il monito della Uilm «La produzione non si sposta»
fornaci di barga. «Non dobbiamo abbassare la guardia». Giacomo Saisi, segretario Uilm area Nord, entra nel merito della «cessione fatta nei giorni scorsi da Intek Group: nell’ambito della riorganizzazione ha deciso lo scorporo del settore “speciali” (le lingottiere, ndr) della controllata Kme. Le attività passeranno a una nuova società in cui Intek sarà in minoranza, con il 45 per cento, mentre il 55 sarà nelle mani di Paragon Partners GmbH, fondo tedesco. Terremo gli occhi aperti sulle prossime manovre. Per ora l’azienda ci ha fornito dati confortanti: il nuovo investitore vorrebbe potenziare i brand di Em Moulds e Kme Germany a tutto vantaggio di Fornaci di Barga». Saisi si è interessato sui possibili sviluppi dell’accordo, in base al quale Kme riceverà circa 280 milioni di euro. «Kme dovrebbe così concentrarsi sui prodotti laminati in rame e le sue leghe – prosegue Saisi –, un mercato che sembra essere stato rilanciato dagli effetti della pandemia che ha causato un aumento del valore delle materie prime e fra queste il rame, tornato ai massimi dal 2011 e che ora viaggia attorno ai 9.500 dollari a tonnellata. La sezione speciali di Fornaci si occupa di lingottiere per acciaierie per la colata continua degli altiforni».
Il segretario Uilm Saisi avverte che monitorerà affinché «nessuna lavorazione venga portata all’estero. Anni fa con la chiusura della pressa estrusioni il fuso da lavorare ha iniziato a essere importato dalla Germania e non vorremmo che in futuro l’azienda possa decidere di spostare le produzioni. Per questo negli anni tutti gli accordi prevedevano una clausola precisa: nessuna produzione doveva essere spostata dallo stabilimento fornacino senza che qui ne fosse almeno portata un’altra di uguale valore aggiunto. Sarà questa – sottolinea – la clausola che porteremo come base primaria delle richieste nell'incontro del 7 luglio tra azienda e sindacati». —
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