Il dolore
Ghirelli: «Lucca tra le poche città già avanti con i progetti»
Il calcolo del presidente della Lega Pro: ogni euro investito nello stadio triplica il suo valore
LUCCA. Il presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli aveva detto il 7 giugno scorso a Lucca, alla presentazione del progetto per il nuovo Porta Elisa: «State indicando la via ad altri club: solo le grandi società pensano ai nuovi stadi. Il 22 giugno presenteremo il lavoro su stadi, riconversione ecologica, digitalizzazione. La Toscana per il calcio è luogo di formazione. Questo progetto mette insieme storia, calcio e socialità».
Le sue parole per Lucca non erano di circostanza, perché ora a Roma le ha ripetute: «Abbiamo la sfida di mantenere il calcio come sport più bello e diffuso al mondo, – riporta tuttomercatoweb. com. – In questo i club di C sono interessati a progetti di riqualificazione e ammodernamento. Cito per brevità Albinoleffe e Sudtirol, con i loro nuovi stadi. Poi ci sono Lucca, Avellino, e Francavilla con i loro progetti completi. E altri club stanno progettando la loro nuova impiantistica».
Ghirelli, al fianco del presidente della Figc Gabriele Gravina, ne ha parlato in occasione della presentazione del Piano Strategico di sviluppo degli stadi. Fornendo dati e previsioni interessanti sugli impianti e le loro prospettive.
Una media di 70 anni in Serie C, sedici in meno rispetto al Porta Elisa, “datato” 1935. È la carta d’identità degli stadi nei quali giocano le squadre che militano nella Serie C di calcio. Si tratta di stadi con capienze variabili, dai 1.500 posti ai 58.000, dotati di standard qualitativi e livelli di manutenzione giudicati tra il buono e il sufficiente ma carenti dal punto di vista dei servizi complementari alle attività sportive. È quanto emerge da uno studio realizzato da Sportium, Società del Gruppo Progetto Cmr, e presentato in occasione del webinar organizzato da Lega Pro, in collaborazione con l’Istituto per la Competitività (I-Com), dal titolo “Oltre la dimensione agonistica. Il ruolo dello sport nel Recovery Plan”.
Una fotografia che mette in luce anche punti di forza e opportunità, rileva la Lega Pro. La metà degli stadi del campione analizzato sono interessati da progetti di riqualificazione, ammodernamento o ricostruzione. La ricerca, che ha coinvolto i club della stagione sportiva 20/21, mostra che gli stadi sono collocati nel cuore dei contesti urbani e sono facilmente raggiungibili anche grazie alla capillarità delle reti stradali limitrofe.
«Ogni euro investito nello stadio triplica il suo valore – spiega Ghirelli – Gli investimenti nell’impiantistica sportiva generano un ritorno sociale ed economico – diretto, indiretto e di indotto – sia nel breve, sia nel medio e lungo periodo. Come dimostrato anche da studi effettuati su altre infrastrutture, nella sola fase di costruzione dell’impianto per ogni euro speso si ha un’attivazione sul territorio di quasi tre euro di produzione aggiuntiva. I benefici si riscontrano anche quando l’impianto entra a regime, in particolare di tipo sociale: maggiore attrattività del quartiere, incentivo per la riqualificazione delle aree limitrofe, integrazione nel paesaggio urbano».
La gestione dello stadio è efficiente, rimarca il dirigente, se in concessione per un lungo periodo o di proprietà del club. Attualmente, gli impianti sportivi delle squadre di Lega Pro sono tutti di proprietà pubblica, ad eccezione dell’Albinoleffe di cui è proprietario il club. L’affitto o la concessione annuale dell’impianto rischiano di rendere meno attraente la realizzazione di interventi di miglioramento da parte dei club. La direzione da incoraggiare, quindi, è quella di avere sempre più club proprietari o di concedere l’impianto in gestione per un periodo di tempo lungo, proporzionato all’investimento.
«I temi del Recovery Plan – ha aggiunto Mario Abis, fondatore dell’Istituto di ricerca Makno – hanno portato allo sviluppo di una nuova idea di stadio che, anche in contesti urbani di piccole-medie dimensioni, diventa un luogo vivo, un mega incubatore sociale di idee e progetti, fruibile tutti i giorni dell’anno, efficiente dal punto di vista energetico e sicuro. Grazie alla capacità di offrire una risposta ai bisogni non solo di sport, il nuovo stadio potrà realizzare processi inclusivi e di aggregazione per le diverse fasce d’età e per popolazioni diverse, sarà uno spazio che si mette a disposizione della comunità». –
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