Proteste
La proposta: «Bar chiusi a una certa ora e no al vetro»
Miceli (Confesercenti): tanti colleghi sarebbero favorevoli. Io mi sono già autoimposta il limite delle 23
LUCCA. «Ne ho parlato con alcuni colleghi dei locali qui intorno, tra corso Garibaldi e via Vittorio Veneto, e sarebbero d’accordo con me». Su cosa sarebbero d’accordo? «Che i locali avessero un orario di chiusura definito d’estate». Le una, le due. Ma stabilito da un’ordinanza. «Io – spiega Dania Miceli, responsabile Confesercenti pubblici esercizi del centro storico – l’orario me lo sono autoimposto. Al mio bar (Km 0, ndr) chiudo alle 19, 30 nei giorni feriali e alle 23 nel fine settimana. A un quarto alle undici informo i clienti che devo iniziare a rimettere a posto. Se c’è qualche ragazzo che mi chiede una bevuta gli dico che non è il caso, e succede che qualcuno mi risponda male».
Quella dell’orario di chiusura sarà una delle proposte che Confesercenti presenterà al tavolo del Comitato per l’ordine pubblico convocato dal prefetto Francesco Esposito per martedì prossimo.
Un’altra ipotesi per contrastare episodi di movida violenta l’ha annunciata lo stesso Esposito lunedì: «In collaborazione con le forze dell’ordine che pattugliano il centro stiamo valutando un giro di vite su bottiglie e bicchieri di vetro. Pensiamo di mettere uno stop alla vendita in contenitori di vetro da una certa ora in poi».
I dettagli dell’ordinanza sono allo studio, ne sapremo di più dopo l’incontro, quando i diversi soggetti in causa (prefetto, sindaco, associazioni di categoria) presenteranno le proprie idee. Confcommercio si mantiene abbottonata. Sara Giovannini, direttrice di Lucca e Massa-Carrara, e la referente Fipe Sandra Bonsanti confermano la piena disponibilità al confronto con le istituzioni e ricordano: «A noi non spetta il controllo della sicurezza, spetta il rispetto delle regole che ci vengono date». «Mi preme – aggiunge Giovannini – che non sia fatta l’associazione movida uguale problemi di sicurezza. Due dei tre episodi dello scorso fine settimana non sono collegabili al divertimento giovanile. Un conto è la movida, un altro la malamovida».
Per placare il clamore seguito all’aggressione di venerdì (il commerciante preso a cazzotti da un 25enne in corso Garibaldi) e le due di sabato in via Veneto e nel sottopasso di San Concordio, qualche provvedimento verrà preso. «Ridurre la circolazione del vetro», come ha detto il prefetto Esposito, potrebbe voler dire vietare la vendita di bottiglie in vetro nei negozi di vicinato e nei supermercati dalle 18. Vietare la vendita dopo una certa ora nei locali, proibire le bevute in contenitori rigidi ai tavoli. Multare, naturalmente, chi al di fuori dei locali viene trovato con una bottiglia di vodka o birra oltre una certa ora.
Confesercenti è d’accordo: «Ripeto – dice Miceli – ne ho parlato con diversi colleghi e sono favorevoli. Preciso comunque che da noi arrivano già con le bottiglie di vetro comprate nei supermercati»
Un’altra soluzione potrebbe essere quella dell’orario: «Soprattutto per noi esercenti che lavoriamo nella zona calda tra corso Garibaldi, via Veneto, via della Polveriera e le Mura avere un orario di chiusura aiuterebbe. È chiaro che finché ci sono clienti il locale resta aperto, ma possono aumentare anche i rischi. Gli schiamazzi, poi, infastidiscono i residenti. La mattina togliamo bottiglie, bicchieri e sporcizia dalla strada. È un doppio lavoro». —
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