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«Niente medico nel turno di notte ennesimo colpo alla sanità locale»

Dura presa di posizione del segretario Tortelli: dopo il trasferimento della dialisi e i tagli a Cardiologia ora si va a colpire il 118

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castelnuovo. Il taglio al turno di notte del medico del 118 continua a far discutere in Garfagnana. Dopo pesanti critiche dalla Conferenza dei sindaci l’Asl ha deciso di lasciare il servizio al 50% (una notte sì e una no) ma le reazioni continuano.

Dopo la politica è il turno del sindacato, di un sindacato molto particolare, quello degli anziani (lo Spi Cgil), i primi a essere interessati da tagli alla sanità pubblica.

«Il trasferimento del servizio dialisi da Castelnuovo all'ospedale di Barga – ricorda il segretario Spi per l’Alta Garfagnana, Sergio Tortelli – ci vide soli a manifestare e raccogliere più di un migliaio di firme dei cittadini contro il provvedimento. È stata sporta formale denuncia a nome dei pensionati dell'Alta Garfagnana, alla procura di Lucca per la mancanza dei fondamentali requisiti richiesti dalla normativa regionale in materia».

Forse per i dirigenti regionali interessati, continua Tortelli «sono maturati ora i tempi per la fase due. Si è cominciato col togliere il medico del 118 di Piazza al Serchio, nel periodo notturno, impedendo così alle ambulanze di svolgere il proprio servizio, anche se trattasi di fatti gravi come incidenti stradali, infarti ecc.

Poi passeranno alla fase tre, che riguarda il reparto di Cardiologia, un lavoro iniziato già da tempo, privandolo del primario e di più della metà del personale medico, costringendo l'attuale responsabile a farsi carico di assicurare il servizio notturno.

Sul reparto di Radiologia si sta già da tempo lavorando, tanto che, anche per una semplice radiografia, già da ora per i tempi di attesa, bisogna ricorrere a l'ospedale di Lucca, o a strutture private. A questo punto raggiunti gli obiettivi prefissi ci sentiremo dire “Non ha più senso tenere aperta una struttura di quelle dimensioni, tanto vale chiuderla e non parlarne più».

«Viene spontanea la riflessione dei residenti dell'Alta Garfagnana che sono rimasti: buona parte dei 200 miliardi concessi dall'Europa all'Italia sono destinati alla sanità, specie quella territoriale. Sarebbe interessante sapere dai nostri politici che ci rappresentano nelle istituzioni regionali e nazionali, se si rendono conto del danno sociale ed economico che ne deriverebbe per la già disastrata comunità montana da un’eventuale chiusura dell’ospedale di Castelnuovo. Anche se questo sembra essere il disegno di qualche cervellone della sanità». —

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