Sicurezza
Palazzina 6, una soluzione per gli studenti del Paladini
Nei prossimi giorni ci sarà l’incontro tra l’amministrazione provinciale e l’Arpat che potrebbe rinunciare all’immobile in attesa della fine dei lavori in via S. Nicolao
Tiziana Gori
lucca. Si apre uno spiraglio di sole nella complessa vicenda delle Scienze umane del Paladini, i cui liceali studiano da tre anni negli spazi angusti dei container vicini a Campo di Marte. La Provincia avrebbe ottenuto la disponibilità dell’Arpat (Agenzia regionale per la protezione ambientale) a recedere dalla manifestazione d’interesse per la palazzina 6 del vecchio ospedale. E quegli spazi, una volta portati a termine opportuni lavori di adeguamento, potrebbero essere resi disponibili per i ragazzi e le ragazze del Paladini.
Dall’ente guidato da Luca Menesini si guarda con ottimismo ai prossimi giorni. La fumata bianca, con la rinuncia formale di Arpat e la relativa comunicazione ad Asl e Regione Toscana potrebbe arrivare già la prossima settimana.
Quel che è certo è che nelle ultime settimane il Paladini ha fatto sentire la sua voce e interlocutori sonnacchiosi hanno dovuto darsi una mossa. Dal 2018 le classi del Liceo sono state trasferite in parte al vecchio ospedale e in parte nei prefabbricati a causa dell’inagibilità della sede di via San Nicolao. Dopo tre anni di lungaggini burocratiche la Provincia ha avuto il via libera a indire la gara d’appalto. Sono stati sbloccati infatti i finanziamenti (10 milioni di euro) e i lavori partiranno a fine anno.
Nel frattempo il disegno delle classi per l’anno scolastico 2012/22 da parte dell’Ufficio scolastico territoriale ha tolto una classe alle attuali terze delle Scienze umane. Da settembre ci saranno quattro quarte invece delle ipotizzate cinque. Alcune classi saranno “frazionate”, confluendo in classi più numerose, anche da 28 studenti, che dovranno studiare all’interno dei container.
A dare il via alle proteste ci hanno pensato, insieme alla dirigente Maria Cristina Pettorini, i liceali delle terze, protagonisti di un flash mob davanti alla sede del provveditorato. Finita lì? All’inizio pareva di sì, ma due settimane fa gli insegnanti del Paladini hanno deciso di unirsi alla lotta degli studenti, inviando una lettera alla Regione, al Comune, alla Provincia e all’Ufficio scolastico. Non si può pensare, è la sostanza della lettera, di garantire un giusto diritto allo studio in spazi angusti, in classi sovraffollate, in un disagio che non sembra avere fine per studenti che rischiano di passare tutto il ciclo delle superiori all’interno di container.
Non sono passati tre giorni che agli insegnanti hanno fatto eco i genitori, che hanno consegnato una petizione.
Il presidente della Provincia ha inviato una mail al presidente della Regione Toscana, chiedendo un suo intervento: «Venga a visitare i container», è stato l’invito.
In parallelo Menesini si è mosso con Asl e Arpat. Letizia Casani, direttrice generale dell’Asl Toscana Nord Ovest, aveva avviato un confronto con Arpat per l’uso della palazzina 6 del vecchio ospedale. Senza una rinuncia formale, ha fatto sapere Casani, non si può mettere a disposizione l’immobile per il Liceo. Questa disponibilità sembra essere arrivata dopo un confronto con la Provincia, che ha garantito l’uso del vecchio ospedale solo per il tempo necessario a finire i lavori nella sede di via San Nicolao. Due anni quindi. «Sarei felicissima – commenta la preside Pettorini – soprattutto per gli studenti. Ma spero decidano in fretta, perché anche la palazzina 6 ha bisogno di lavori. Al primo piano, soprattutto. Poi dovranno essere ricavate stanze più grandi per le aule. .. Sarebbe importante partire con il cantiere in estate, e non so se sarebbe sufficiente per far entrare i ragazzi nell’edificio a settembre». —
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