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Lucca

Ghivizzano impazzisce di gioia per il suo Di Lorenzo

Antonio Scuglia
Ghivizzano impazzisce di gioia per il suo Di Lorenzo

Nei giorni scorsi in suo onore la torre di Castruccio è stata illuminata di azzurro  Gli amici e compaesani pensano già a festeggiarlo al ritorno dagli Europei

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Antonio Scuglia

GHIVIZZANO. «L’inno. Il pubblico di Roma che esulta. Noi abbracciati a festeggiare. Un’altra serata da brividi, un’altra grande emozione». Così Giovanni Di Lorenzo, su Instagram, ha voluto ricordare la sua prima partita da titolare agli Europei.

E un intero paese, Ghivizzano insieme a tutta Coreglia Antelminelli, festeggia il suo campione. «Che non ha perso l’umiltà - racconta il sindaco Marco Remaschi. - Gli ho scritto giovedì alle 23, appena è finita la partita con la Svizzera, mi ha risposto appena è uscito dagli spogliatoi per ringraziarmi del pensiero. Giovanni è sempre stato e rimane uno di noi».

Classe 1993, nato a Castelnuovo Garfagnana, ha iniziato a giocare nel Valdottavo e diversamente da adesso non era un terzino destro ma un temuto attaccante. Forse è figlio di quell’estro naturale del bomber naturale il gesto tecnico che ieri ha fatto il giro del mondo: un auto-tunnel a mandare fuori giri il centravanti svizzero Seferovic.

Ne ha fatta di strada, Di Lorenzo, dai tempi delle giovanili e poi della Lucchese: il 17 maggio 2009, con Giancarlo Favarin allenatore, per la prima volta scese in campo con i “grandi”, al campo sportivo Brunner contro il Forcoli. Non aveva ancora compiuto sedici anni. E dieci anni dopo ha debuttato da titolare in azzurro, nel 5-0 contro il Liechtenstein, nelle qualificazioni a Euro 2020. In mezzo, oltre duecento gare fra serie C nelle sue mutevoli denominazioni, serie B e serie A (guadagnata sul campo).

«Fu dopo il debutto con la Lucchese - dice ancora Remaschi - che Giovanni fece vedere di che pasta era fatto. Si mise in gioco andando alla Reggina, a mille chilometri da casa, non per inseguire un sogno ma per costruirselo». Un’intera carriera lontano da casa - Reggina, Cuneo, Matera, dal 2019 Napoli dopo due stagioni a Empoli - ma a casa ci torna volentieri quando può.

Fra l’altro alla Lucchese lui portò un bel gruzzoletto. Infatti dopo il debutto così precoce in prima squadra venne ceduto ai calabresi in cambio si soldi e giocatori, e quel gruzzoletto il dg Paolo Giovannini lo investì per migliorare la formazione che vinse il campionato tornando in C1.

L’amore per le sue origini lo hanno ricordato nei giorni scorsi al Tirreno Marco Cecchi e il presidente del Valdottavo, Giovanni Risoli: «A causa della pandemia non lo sentiamo da oltre un anno, ma prima del Covid nel periodo natalizio, Giovanni si era sempre prodigato inviando pacchi dono per i bambini tesserati con noi. Contiamo di poterlo vedere in occasione del camp estivo che faremo a metà luglio, nella speranza che torni all’avventura riportando la Coppa Europa in Italia».

E i suoi compaesani naturalmente stravedono per lui. La settimana scorsa la torre di Castruccio è stata illuminata dell’azzurro della Nazionale con il numero “2” al centro, come se fosse una maglietta, appunto quella vestita da Di Lorenzo.

Il Comune e il gruppo ricreativo parrocchiale se lo coccolano per ora a distanza. La sua convocazione per la fase finale degli Europei, spiega ancora Remaschi , è «un sogno che si avvera , per Giovanni, che è un ragazzo speciale, per la sua famiglia, e per tutti noi. C’è un pezzo di Coreglia agli Europei, è un’emozione davvero grande. Giovanni è un ghivizzanese doc: la sua comunità lo aspetta a braccia aperte e lo festeggeremo a Ghivizzano non appena saranno finiti gli Europei. Sarà una festa per tutta la Valle».

C’è fermento per lui, e a breve dovrebbe esserci un’iniziativa ufficiale da discutere in consiglio comunale, ma di più il sindaco non dice: ci sono ancora delle partite da giocare, prima di vederlo tornare a Coreglia. La prossima è Italia-Galles. Domenica alle 18 a Roma. Poi ci saranno gli ottavi di finale, già conquistati con una giornata d’anticipo, e... il resto va conquistato.

Intanto Di Lorenzo si gode il momento, e ne ha ben donde. Perché il momento è magico, e lui e il suo omologo di sinistra Spinazzola sono due fra le più belle realtà degli Europei.

Nella gara d’esordio, Italia-Turchia, il ghivizzanese è partito dalla panchina ed è entrato all’inizio della ripresa sullo 0-0 al posto di Florenzi. La partita finirà 3-0. Voto del Tirreno: 6,5. «Entra benissimo in partita, un pendolino che va forte». Un voto confermato nella successiva partita con la Svizzera, dove Giovanni è stato titolare, anzi titolarissimo: «Nel dna ha la spinta. Ma stavolta Mancini lo tiene più bloccato dietro per dare equilibrio, visto che di là parte sempre Spinazzola. Preciso». —

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