Sicurezza
Voragine, il sindaco di Lucca minaccia l’azione legale
Tambellini: «Basta con i rinvii, la Regione prenda in carico il corso d'acqua secondo gli accordi e intervenga»
LUCCA. «Non siamo più disponibili a tollerare»: il sindaco Alessandro Tambellini tuona contro la Regione e minaccia azioni legali, dopo l’improvviso cedimento un tratto di asfalto in via del Fosso, appena passata la curva in prossimità dell’incrocio con via San Nicolao.
Un vero e proprio ruscello sotterraneo con una portata consistente, infatti, si è infiltrato in qualche punto della spalletta del Condotto pubblico, e scorre sotto la carreggiata portando via il terreno sotto la strada. Tanto che martedì pomeriggio l’asfalto ha ceduto, aprendo una piccola voragine proprio accanto al fosso e costringendo la polizia municipale, con l’arrivo dei vigili del fuoco, a transennare la zona e chiuderla al traffico deviando i mezzi pubblici su percorsi alternativi.
Mercoledì mattina i tecnici comunali hanno effettuato con una ditta lo scavo di urgenza per comprendere le dimensioni e le ragioni della voragine.
«Questi sono gli effetti annunciati della corrosione prodotta dai livelli dell’acqua tenuti alla massima portata nel Condotto pubblico per le note esigenze delle centraline idroelettriche a monte, – ha dichiarato Tambellini: – l’antico muro delle spallette non sopporta l’aumento d’energia provocato dalla forte corrente e l’acqua si insinua con forza nelle fenditure».
Non solo: «Questo fenomeno può ripetersi in altri punti. Non è possibile andare avanti in questo modo, – dice il sindaco, – il problema doveva già essere risolto mesi fa. Ho interpellato e richiamato pubblicamente gli enti coinvolti più volte. I danni e gli allagamenti anche ad alcuni cittadini sono sul mio tavolo. Non siamo più disponibili a tollerare, stiamo valutando la possibilità di azioni legali a tutela del Comune e dei cittadini. Abbiamo tenuto una riunione a novembre e i patti erano che la Regione Toscana, in base alle nuove competenze, avrebbe velocemente perfezionato la presa in carico del condotto pubblico, della sua manutenzione e soprattutto regolazione. Ma da allora niente è successo se non notizie di nuovi danni e costosi lavori a cui gli enti pubblici e i cittadini devono fare fronte».
Dopo il sopralluogo mattutino, nel pomeriggio sono poi intervenuti sul posto i dirigenti del Genio Civile che si dovrà fare carico dei lavori di ripristino. Dovrà essere scavata una trincea lungo la spalletta per comprendere le condizioni del muro e individuare con precisione i punti dove l’acqua si infiltra. Dovrà essere realizzata una impermeabilizzazione e solo dopo si potrà procedere al rifacimento della strada e dell’asfalto per poter riaprire al traffico.
Intanto i carotaggi sono stati effettuati e il progetto di consolidamento con micropali è al vaglio degli organi periferici del ministero della Cultura. Ma a questo punto i tecnici non escludono che quando verrà effettuato lo scavo di scoprano fenomeni di infiltrazione come nel caso accaduto l’altro ieri. —
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