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«No del parroco alla sala espositiva dei tesori della Pieve a Vico Pancellorum»

Emanuela Ambrogi
«No del parroco alla sala espositiva dei tesori della Pieve a Vico Pancellorum»

La delusione del comitato paesano: diventa una chimera il contributo di 20mila euro del Fondo Ambiente Italiano

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Emanuela Ambrogi

Bagni di Lucca. Svaniscono le possibilità che Vico Pancellorum ottenga il contributo del Fai per realizzare il progetto di realizzare una sala espositiva parrocchiale che mostri parte dei beni e delle opere presenti nella storica pieve di San Paolo Apostolo. Il piano, studiato e definito con cura dal comitato “La cornice di Vico”, forte del successo avuto nel concorso per i “Luoghi del cuore” del Fai, non andrà a buon fine, almeno non subito.

In una nota, il comitato afferma che il progetto non convince il parroco, don Franco Vitali, che non ha dato il consenso. Interpellato dal Tirreno perché potesse fornire la sua versione ed eventualmente spiegare i motivi della decisione, il sacerdote non ha ritenuto di commentare le affermazioni del comitato, contenute in un comunicato stampa diffuso agli organi di informazione.

Quando sembrava che tutto procedesse, dopo numerosi incontri e contatti anche con l’arcivescovo e la Soprintendenza, il no del parroco – sostiene il comitato – è stato determinante. Ma “La cornice” non si arrende e dice che insisterà per realizzare la proposta in futuro, anche se non ci sono più i tempi tecnici per partecipare al bando e ricevere il contributo del Fai, 20mila euro.

«La Pieve dispone di beni e doni arrivati nei secoli quali atti di fede, o procurati per funzioni religiose – dice Sonia Boldrini, presidente del comitato La cornice di Vico –. Furono ordinati in bacheche ed armadi trasparenti dal parroco Marcello Brunini e dalla popolazione negli anni ’60 –’70. Ora si trovano da anni nell’oblio, lasciati all’incuria, al degrado e all’umidità, nell’insicurezza più assoluta. Parte di essi sono ammassati nelle stanze della canonica, insieme agli altri di minore uso, in armadietti di vetro sotto un manto di polvere».

Il progetto del comitato mira quindi a mantenere in conservazione e sicurezza, a Vico, i beni ecclesiastici, nonché a valorizzare il patrimonio religioso identitario e l’elevatissima qualità e preziosità delle opere. Altro scopo è garantire la fruizione pubblica con l’esposizione di parte dei beni e delle ricchezze presenti nella pieve di S. Paolo Apostolo in una struttura adeguata, sia per la sicurezza, sia per la conservazione delle opere.

Boldrini ricorda che si potrebbero anche offrire possibilità di comunicazione, conoscenza, ricerca e studio. Sarebbero spostate le testimonianze sacre, ma a poca distanza dal sito attuale e in un luogo sacro e consacrato, a disposizione della popolazione e dei turisti. «Mesi di lavoro e sacrifici – conclude Boldrini – ai quali all’ultimo momento è mancato “solo” l’essenziale: l’accordo che il parroco non ha concesso, e la sua formale rinuncia, nonostante i numerosi incontri e contatti che abbiamo avuto con il sacerdote e con l’arcivescovo, il quale a nostro avviso si è trovato nell’impossibilità di procedere, visti i tempi ristrettissimi. Il diniego ha fatto sì che, dopo avere raccolto oltre 5.500 adesioni di persone che ci hanno dato appoggio e fiducia ed essere arrivati primi in Toscana per i Borghi sopra i 600 metri, ci troviamo a non poter partecipare al bando che avrebbe potuto dare grande lustro a Vico». Profonda la delusione del comitato per la decisione del parroco. Secondo Boldrini, Vico perde una grande opportunità. —

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