Sicurezza
Medici a orario potenziato e presto sei nuovi arrivi
Nella terapia intensiva del San Luca, l’attività procede sempre a ritmo serrato. Diminuiscono i pazienti Covid, ma aumentano quelli provenienti dalla chirurgia
LUCCA. Fino al 31 luglio (almeno) confermata l’attività aggiuntiva per il reparto di anestesia e rianimazione del San Luca guidato dal dottor Fabrizio Cesare Benanti: nonostante l’emergenza Covid si sia attenuata, cresceranno (e sono già cresciute) le richieste provenienti dalla ripresa dell’attività chirurgica. L’attività aggiuntiva consiste in trecento ore mensili in più (svolte dai medici in organico al reparto che accettano di aumentare l’orario lavorativo) in attesa dell’arrivo dei medici neo assunti: dovrebbero essere sei a Lucca. Il dottor Benanti fa il punto sull’attività della sua unità sanitaria in una fase di miglioramento dell’emergenza sanitaria ma non per questo, ribadisce, c’è da abbassare la guardia: i contagi continuano e così i ricoveri in terapia intensiva.
Dottor Benanti, l’attività aggiuntiva continua a essere prorogata: siamo sempre in emergenza?
«Abbiamo fatto ricorso all’attività aggiuntiva per tutta la pandemia. C’è sempre un po’ di carenza di personale, anche perché dobbiamo garantire le ferie al personale in servizio. In questo momento in cui si sta sgonfiando l’emergenza Covid, c’è molta richiesta per l’attività operatoria; tante branchie della chirurgia sono rimaste indietro. Cerchiamo di fare il possibile in base al personale presente, in attesa di nuove assunzioni di personale».
Quando accadrà?
«L’Estar ha bandito un concorso per medici anestesisti e rianimatori, per cento posti complessivamente di cui sei sono destinati all’ospedale di Lucca. Entro agosto dovremmo sapere quando arriveranno. Al concorso ci sono state trecento domande: era aperto anche agli specializzandi. Indipendentemente dall’attività Covid, il nostro reparto necessita di rinforzi. Le sale operatorie stanno tornando in attività in modo più sostenuto per pazienti non Covid. Virus a parte, le altre patologie non si fermano. Infatti abbiamo recuperato posti letto per pazienti non Covid».
Quanti al momento i pazienti Covid in terapia intensiva?
«Nell’area Covid i ricoverati sono tre, di cui due lungodegenti di oltre sessant’anni con comorbidità e un uomo con meno di cinquanta in via di miglioramento. Ci sono inoltre sette pazienti nel reparto Covid ordinario».
In questo clima da libera-tutti, specialmente fuori, si vedono molte persone con la mascherina abbassata se non ne se sono addirittura prive. È un comportamento azzardato o si può stare tranquilli?
«Purtroppo a Lucca, come a Livorno, i contagi non sono azzerati. Infatti continuiamo ad avere dei ricoveri. Quanto alle mascherine, è vero che c’è stata un’apertura nelle restrizioni, ma occorre fare ancora attenzione, non siamo del tutto fuori. Mascherina, distanziamento e le altre regole che conosciamo dobbiamo continuare a osservarle».
Nei nuovi casi di Covid, quanto incidono le varianti?
«Abbiamo avuto casi di variante inglese e qualcuna sudamericana, identificate in pazienti quando vengono cercate. Ad oggi, circa l’ottanta per cento dei nuovi positivi sono casi di variante inglese. Gli ospedali sono meno sotto pressione oggi, ma non sono del tutto tranquilli. Ripeto: le persone devono mantenere le accortezze».
Quale autunno si prospetta?
«Siamo ottimisti, anche se l’idea in generale è che dovremo ancora convivere con alcuni ricoveri, seppure in numero ridotto». —
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