Il Tirreno

Lucca

L’inchiesta 

Violenza sessuale di gruppo, indagano i Ris

Violenza sessuale di gruppo, indagano i Ris

L’episodio denunciato ad aprile da una minorenne: il reparto scientifico dell’Arma cerca tracce genetiche degli aggressori

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LUCCA. Minorenne violentata a una festa: tamponi inviati ai Ris di Roma per cercare tracce genetiche dei presunti aggressori. Intanto la procura chiede l’incidente probatorio per assumere le dichiarazioni della giovane.

Prosegue l’indagine dell’ufficio requirente, coordinata dal sostituto procuratore Paola Rizzo, in merito alla denuncia presentata ad aprile da una minorenne residente in provincia di Lucca. In quell’esposto, raccolto dalle forze dell’ordine e poi finito sul tavolo della procura di Lucca, la giovane ha raccontato di essere stata stuprata da alcuni ragazzi durante una festa in casa. Una festa “clandestina”, se così si può dire, visto che all’epoca la situazione epidemiologica legata all’emergenza coronavirus non consentiva riunioni e assembramenti di questo tipo. Ma un nutrito gruppo di ragazzi decise di sfuggire alla noia provocata dai mesi trascorsi in isolamento, organizzando un party nella casa di uno di loro. Qui, sempre stando al racconto della giovane, sarebbe avvenuto il fatto, di cui la presunta vittima sarebbe riuscita a parlare con i genitori e conseguentemente a fare denuncia, solo alcuni giorni dopo essersi ripresa dallo choc.

La procura ha aperto un fascicolo di indagine: l’ipotesi di reato è quella di violenza sessuale di gruppo. Sarebbero almeno due i soggetti indagati. Il pm ha delegato agli accertamenti il nucleo operativo radiomobile dei carabinieri. Nei giorni successivi alla denuncia, due ragazzi maggiorenni presenti a quella festa sono stati individuati. Uno di loro è stato raggiunto sul posto di lavoro e portato in caserma per essere ascoltato come persona informata sui fatti. Non solo: dato che l’indagine è complessa i militari hanno ascoltato e raccolto informazioni anche da altri ragazzi che erano presenti al party. L’obiettivo è capire cosa sia avvenuto e se qualcuno possa aver assistito alla presunta violenza denunciata dalla giovane.

Riscontri utili in questo senso sono quelli che potrebbero arrivare dalla relazione dei Ris di Roma. La procura ha fatto recapitare al reparto investigazioni scientifiche dell’Arma dei tamponi a secco custoditi in provette, contenenti campioni biologici raccolti sul corpo della ragazza. Su di essi verrà effettuata la tipizzazione genetica per capire se appartengono a persone di sesso maschile ed eventualmente ai giovani accusati dalla giovane. Ma non è un esame semplice, dato che il fatto è avvenuto diversi giorni prima del prelievo e la persistenza di queste tracce biologiche secondo la letteratura in materia può arrivare a un massimo di dieci giorni.

Nel caso in cui emergesse la prova di un rapporto sessuale consumato, ci sarà da capire quali erano le condizioni fisiche e mentali della ragazza: ad esempio se aveva assunto alcol o droghe e se l’assunzione di queste sostanze era stata indotta da altri.

Intanto la procura ha chiesto l’esame probatorio. Nelle prossime settimane la ragazza comparirà di fronte al giudice delle indagini preliminari in un’audizione protetta. Nel corso di questa udienza verranno assunte le sue dichiarazioni, che poi potranno essere usate in fase processuale evitandole di testimoniare di fronti ai suoi presunti aggressori. —


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