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Tribunale  

Prima la difende poi la fa condannare

G.P.
Prima la difende poi la fa condannare

Sessantenne lucchese non paga la parcella all’avvocato Il legale le fa pignorare i beni ma lei li nasconde all’ufficiale

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LUCCA. Una vicenda singolare quella che coinvolge un avvocato lucchese, costretto a ricorrere alle maniere forti per farsi pagare la parcella da una cliente restia a soddisfare le sue richieste economiche.

In tempi di crisi, anche per i principi del diritto, farsi pagare non è cosa semplice. «È diventato quasi un secondo lavoro», diceva sconsolato un avvocato lucchese qualche giorno fa. Lo dimostra in maniera esemplificativa la vicenda che segue, i cui fatti coprono oltre un decennio. Un avvocato 60enne, legale di fiducia di una 65enne lucchese, la difende nel 2007 in un processo penale in primo grado al tribunale di Lucca e successivamente dinnanzi alla Corte d’appello di Firenze. Nonostante l’attività svolta dall’avvocato, l’assistita non provvede al pagamento della parcella e così il legale nel 2015 le fa recapitare un decreto ingiuntivo con il quale le si ingiunge di versare 7.562 euro oltre agli interessi legali. La donna non ottempera alla richiesta e così qualche mese dopo l’ufficiale giudiziario si presenta alla sua porta per fare una stima dei beni presenti nell’abitazione. Beni del valore stimato in 15mila euro che vengono inseriti nel verbale di pignoramento ma vengono lasciati in possesso della debitrice stessa.

Mossa che si rivelerà poco saggia. Quando i responsabili dell’Istituto vendite giudiziarie si presentano all’indirizzo per ritirare i beni e metterli in vendita all’asta, trovano sempre la porta chiusa e nessuno in casa disposto ad aprire. È necessario far intervenire un fabbro per forzare l’ingresso ed entrare nell’abitazione. Ma con loro grande sorpresa gli incaricati del tribunale non trovano alcuno dei beni inseriti nel verbale di pignoramento. La 65enne li ha fatti sparire.

Ma agli avvocati non la si fa: il legale lucchese non si perde d’animo e anzi presenta querela nei confronti della donna ai sensi dell’articolo 388 del codice penale, ovvero “mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice”.

Il procedimento penale a carico della donna si è concluso qualche giorno fa dinnanzi al giudice monocratico del tribunale di Lucca che l’ha condannata a una pena di due mesi di reclusione e al pagamento di 100 euro di multa. L’avvocato al momento non ancora ricevuto il pagamento della sua attesa parcella, ma a questo punto per la donna sarà difficile rimandare ancora. —

G.P.

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