La manifestazione
«A oggi non ci sono esposti per il malore della 42enne»
La famiglia chiede di ignorare coloro che hanno insultato la figlia sui social e di rivalutare l’uso dell’AstraZeneca negli under 50 in attesa di fare chiarezza
PIANA DI LUCCA. Un grazie a tutte le persone che si sono strette attorno alla famiglia, mostrando la loro vicinanza per quanto sta vivendo in questo momento. Quanto agli odiatori sul web, alle persone che nemmeno davanti al dramma riescono a trattenere la propria meschinità, questi meritano solo di essere ignorati, troppo piccoli per essere degni anche di una risposta. Così, attraverso il proprio legale Giovanni Mandoli, la famiglia della donna di 42 anni residente nella Piana di Lucca, ricoverata in gravi condizioni a Cisanello dopo essere stata colpita da un ictus alcuni giorni dopo la vaccinazione, fa il punto della situazione. Un malore, quello della donna, arrivato ad alcuni giorni di distanza dalla somministrazione di AstraZeneca. La 42enne, si legge nella nota dell’avvocato Mandoli, «versa in condizioni stabili anche se al momento alcune piccole ischemie non permettono ancora di riequilibrare i propri valori ematici. La prognosi rimane riservata. I medici dell’ospedale di Cisanello, a cui va tutto il sincero ringraziamento della famiglia, si stanno prodigando alacremente per portare alla paziente tutte le cure necessarie. La terapia farmacologica che viene somministrata è quella indicata dalla medicina per casi analoghi. Al momento non ci sono ulteriori novità. Dobbiamo attendere i prossimi giorni e sperare che tale terapia produca gli effetti desiderati».
Quindi il caso degli insulti sui social network: «Sul fronte legale – prosegue l’avvocato – la famiglia si dice amareggiata per le dichiarazioni comparse sul profilo Facebook della figlia da parte di alcuni “leoni da tastiera”, ma al tempo stesso chiede di non dare spazio a questi soggetti che spesso si nascondono dietro ad account falsi creati ad arte con il solo scopo di generare odio. Altresì ringrazia di cuore le centinaia di persone che in questi giorni di sofferenza e di speranza hanno manifestato la loro vicinanza e il loro affetto alla donna in questo tragico momento, a testimonianza del fatto che tutte le attività di volontariato svolte dalla stessa in questi anni hanno lasciato un grande ricordo. Per quanto concerne infine la presentazione di un esposto, smentisco che a oggi sia stato depositato in procura dalla famiglia la quale in questo momento sta orientando tutti i suoi sforzi nell’assistere Irene in questa battaglia che quotidianamente sta combattendo. Al tempo stesso stiamo valutando tutti gli aspetti legali della vicenda e nulla sarà lasciato di intentato».
Il dramma vissuto dalla donna si inserisce in una questione di strettissima attualità, ossia quello del timore di possibili effetti collaterali del vaccino AstraZeneca nelle persone sotto i 50 anni (sul caso specifico l’Asl Toscana Nord-Ovest e l’Azienda ospedaliera pisana avevano inviato una segnalazione all’Aifa) e, in questo senso, la famiglia, conclude la nota dell’avvocato, «auspica che il Cts (il Comitato tecnico scientifico, ndr) e la Regione Toscana rivalutino l’apertura di open day AstraZeneca per persone under 50 fintanto che non sia stata fatta piena chiarezza su quanto accaduto». —
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