Italia
Il Comitato per San Concordio e i controlli sulla vasca interrata
LUCCA. Continuano a far discutere i lavori in corso d’opera per la realizzazione della piazza coperta a San Concordio, nello spazio ex Gesam che, secondo i piani dell’amministrazione comunale, dovrebbe diventare luogo di aggregazione e ospitare un parcheggio interrato. Sulla vicenda interviene il comitato per San Concordio con una nota. «Ora che è stato fatto il mega zoccolo di cemento sopra il quale inizierà la costruzione della piazza coperta, è possibile svuotare il sottostante piano interrato che da dieci anni è pieno d’acqua. La presenza di quella enorme quantità d’acqua, pari a tre milioni e 800mila litri, ha finora, con il suo peso, impedito che la grande vasca interrata venisse sollevata (tecnicamente “galleggiasse”) e si deformasse per la pressione della falda acquifera sottostante. Ma chi ce la ha messa tutta quell'acqua nel "vascone" interrato, e quali sono gli effetti, sulle sue strutture in cemento armato quali i piloni di sostegno, le pareti e i fondo, della loro permanenza "in ammollo" per dieci anni'?».
Questo chiedono i membri del comitato che ripercorrono i fatti. A fine dicembre 2020 con protocollo 172106 il Comitato per San Concordio e gli Amici del porto della Formica lo avevano chiesto all’amministrazione. In specifico chiedevano se l’amministrazione avesse provveduto a far eseguire una ispezione subacquea per accertare se il fondo del piano interrato fosse lesionato o deformato, per accertare se dai pozzetti dei vani predisposti per gli ascensori vi fosse risalita di acqua di falda e per verificare se i pilastri di sostegno in cemento armato fossero danneggiati per la lunga permanenza (circa dieci anni) sott’acqua. Infine, poiché non risultava che queste verifiche fossero mai stata fatte, se non intendeva, in via prudenziale, far eseguire l’ ispezione subacquea “prima” di iniziare a gettare la soletta di cemento.
Si chiedeva anche di accertare l’origine dell’acqua che riempie il vascone interrato. «A distanza di sei mesi della richiesta fatta al presidente del consiglio comunale – conclude il comitato – nessuna risposta è arrivata, e si può ritenere che la gettata di uno “zoccolo” di cemento alto 80 centimetri, grande più di 2000 metri quadri e del peso di parecchie migliaia di quintali, sia stata fatto senza sapere che cosa c’è sotto». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
