Il Tirreno

Lucca

Torna libera e senza alcun obbligo l’ex giudice onorario di Picciorana

INDAGATA NELLA VICENDA della Coop Sociale Serinper di Massa 

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LUCCA. Libera e senza obblighi l’ex giudice onorario al tribunale dei minori di Firenze nell’ambito dell’indagine sulla cooperativa sociale Serinper. Rosa Russo, 56 anni, origini campane e residente a Picciorana, laureata in scienze politiche e sociali all’università degli Studi Federico II, difesa dai legali Lodovica Giorgi e Paolo Mei, era accusata di corruzione per aver violato in modo sistematico e continuativo i doveri del proprio ufficio riferendo ai dirigenti della “Serinper” l’esistenza nei loro confronti di attività investigative o comunque di denunce di natura penale. Il tutto per avere dei vantaggi attraverso l’assunzione di un parente stretto. L’ex giudice onorario l’altro giorno era atteso, assieme ad altri dieci indagati, davanti al gup del tribunale di Massa per la prima udienza preliminare sul caso Serinper, la cooperativa sociale finita sotto inchiesta per corruzione e maltrattamenti dei minori all’interno delle case famiglia gestite in tutta la provincia di Massa Carrara e Lucca. Ma occorrerà ancora attendere almeno un mese prima di sapere quanti degli 11 indagati (per i quali la pm Alessia Iacopini ha chiesto il rinvio a giudizio) finiranno davanti ai giudici del tribunale. Riflettori puntati soprattutto sui politici perché un filone importante delle indagini riguarda proprio il ruolo della politica nell’ascesa al potere della cooperativa e della messa in atto di quel “sistema”, «collaudato e ben oliato» come lo definisce la Procura nei suoi atti, per inserire minori e madri disagiate nelle case famiglia della Serinper. Nella prima udienza non c’è stato tempo di discutere le richieste di rinvio a giudizio per i titolari della cooperativa Zoppi, Benassi e Pucciarelli, per Paola Giusti, responsabile del Centro affidi del Comune di Massa, per il sindaco di Villafranca in Lunigiana Filippo Bellesi, per Rosa Russo, ex giudice del Tribunale dei minori di Firenze, per Mauro Marcelli, ex dipendente del Suap, Rosanna Vallelonga, direttrice della Società della salute della Lunigiana, per Stefano Benedetti, presidente del Consiglio comunale di Massa, Giorgia Podestà, assessore al Sociale del comune di Montignoso e per il consigliere Marino Petracci. Il motivo? Il gup Dario Berrino ha dovuto valutare tutta una serie di eccezioni presentate dai difensori che, quasi collegialmente, hanno chiesto la nullità della richiesta dei rinvii a giudizio per omesso e tardivo deposito di atti (già in possesso del pm). Il gup ha accolto l’utilizzo di tutte le intercettazioni telefoniche (si è riservato di decidere solo di un piccolo gruppo registrato nel febbraio 2019) e permetterà alle difese di visionare il materiale depositato in ritardo, entro il 19 luglio, data della prossima udienza. —

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