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Lucca

Vivere il centro storico  

Parcheggi residenti «Il piano di Bove non risolve i disagi»

Parcheggi residenti «Il piano di Bove non risolve i disagi»

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LUCCA. Piano mobilità, il comitato Vivere il centro storico attacca l’assessore Gabriele Bove: «Le nostre osservazioni sono state ignorate: dentro le Mura il rapporto tra permessi e parcheggi è di 5 a uno».

Ecco il comunicato del comitato: «Siamo costretti a rivolgerci ai media per supplire alla mancanza di trasparenza e di confronto dimostrata dall’assessore Bove in merito al Piano attuativo della Mobilità e della Sosta del centro storico di Lucca. Stiamo parlando di un provvedimento che tocca da vicino la vita dei residenti, per il quale il nostro comitato, unica e sola associazione portatrice di interessi diffusi dei residenti nel centro ritiene di aver interesse, titolo e diritto a partecipare. Dopo la presentazione delle nostre “Osservazioni Bozza ….” del febbraio 2020 abbiamo richiesto un appuntamento per la discussione che peraltro ci venne promesso in occasione di una assemblea pubblica, ma che poi ci è stato di fatto rifiutato». La nota prosegue sostenendo che l’assessore Bove ha di fatto rifiutato e ignorato la richiesta di confronto del comitato e, cosa ancora più grave, ha ignorato i problemi reali che il comitato stesso portava all’attenzione e che il suddetto Piano della Mobilità e della sosta avrebbe avuto il compito di affrontare e possibilmente risolvere. Ma così non è stato, alla faccia dell’intenzione più volte sbandierata dall’amministrazione di voler riportare residenti dentro le Mura. Ecco qualche numero utile a fotografare le criticità vissute dai residenti e le problematiche su cui il nuovo Piano non interviene o, peggio ancora, interviene in maniera discutibile: «Ci sono 5,31 permessi per ogni stallo giallo e gli stalli gialli restano i soliti – spiega il comitato – È stata abolita la possibilità per i residenti di parcheggiare fuori degli stalli gialli. Prima di questo regolamento chi usava il permesso in maniera difforme dal consentito poteva vedersi ritirato il tagliando, mentre invece adesso, con l’ abrogazione della ordinanza del 2012, questa previsione non esiste più e quindi i “furbi” sono incoraggiati». —

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