Il Tirreno

Lucca

CASTELNUOVO 

Falsifica documenti per ottenere il reddito di cittadinanza

Luca Tronchetti

Donna di 57 anni denunciata dalla Guardia di Finanza Avrebbe percepito indebitamente oltre tremila euro

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Luca Tronchetti

CASTELNUOVO. Una donna di 57 anni residente a Castelnuovo Garfagnana rischia una pena che va da due a sei anni di reclusione per aver eluso l’articolo 7 comma 1 della legge sul reddito di cittadinanza. La donna, stando all’accusa, per ottenere il compenso dallo Stato avrebbe trasmesso all’Inps una dichiarazione sostitutiva unica relativa all’anno d’imposta 2017 in cui dichiarava redditi da lavoro dipendente pari a poco più di 4.500 euro e di non aver percepito trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari. Per la procura si tratta di una dichiarazione mendace in quando – stando agli accertamenti eseguiti dalla Guardia di Finanza – risulterebbe un altro reddito da lavoro dipendente nello stesso lasso di tempo per un ulteriore importo di 4740 euro ottenuto alle dipendenze di una società nota in Italia per la distribuzione di pentole, padelle e accessori di alta qualità. Quindi, al conseguente ricalcolo Isee (indicatore della situazione economica equivalente), sarebbe emerso ai finanzieri che il reddito familiare era vicino ai novemila euro con un diritto all’erogazione di un reddito di cittadinanza inferiore a quello percepito e con il conseguente indebito percepimento di 3.123 euro pari a nove mensilità. In sostanza la signora ha giustamente formulato la domanda per ottenere un reddito di cittadinanza che le spettava, ma si è dimenticata di dichiarare anche l’altro importo percepito e adesso, oltre alla restituzione all’Inps della differenza, rischia la condanna in sede penale. Perché la pena prevista dal legislatore per i «furbetti del redditto di cittadinanza» è particolarmente elevata anche nei confronti di persone senza precedenti penali che devono comunque dimostrare la loro buona fede. Alla cinquantasettenne sarebbe bastato, prima della scoperta fatta dall’Inps, inviare all’istituto di previdenza sociale una modifica o un’integrazione dove si indicava la mutazione del redditto del nucleo familiare per evitare la denuncia all’autorità giudiziaria. Un caso, quello della donna di Castelnuovo, che rischia di essere emulato in tempi relativamente brevi da numerosi altri episodi di violazione della legge. Secondo i dati dell’Inps a livello regionale e provinciale le domande irregolari presentate e quindi l’indebita percezione del reddito di cittadinanza per dichiarazioni false e mendace sono diverse migliaia. Illeciti di varia natura e vario importo. Dalle persone destinatarie di provvedimenti giudiziari che per legge fanno venir meno i requisiti per ricevere la misura di sostegno a quelle intestatarie di immobili e ditte individuali per finire a scommettitori in giochi e a persone che dichiarano solo in parte il reddito percepito per poter avere un reddito di cittadinanza più alto. Per tutti, oltre alla revoca del sussidio, scatta la denuncia per truffa ai danni dello Stato. —

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