La manifestazione
Stefani ricomincia da Confartigianato
L’ex presidente dei ristoratori di Fipe Confcommercio: «Lavorerò per creare un nuovo sindacato della mia categoria»
LUCCA. Dopo il divorzio da Confcommercio, il matrimonio con Confartigianato. Benedetto Stefani, ristoratore lucchese di lungo corso per storia personale e tradizione familiare, non appende al chiodo la passione per la rappresentanza della sua categoria. «Sono entrato in Confartigianato – spiega – e ne sono molto soddisfatto, perché così potrò continuare a dar voce alla mia categoria. Al momento a Lucca Confartigianato non ha al suo interno un sindacato dedicato ai ristoratori. Darò il massimo, cercando di lavorare al meglio, di creare un gruppo».
Stefani riparte così in una nuova compagine per lui, ma non da zero quanto a esperienza maturata nell’attività di rappresentanza dei ristoratori. In Confcommercio ha passato una vita e ricoperto più mandati come presidente della Fipe provinciale (la federazione dei ristoratori), oltre che nella giunta provinciale dell’associazione e anche ruoli nei suoi organismi nazionali. Fino alla frattura insanabile, avvenuta a metà di aprile di quest’anno quando, per divergenze di vedute e incomprensioni con il presidente di Confcommercio Rodolfo Pasquini, Stefani ha lasciato l’associazione di Palazzo Sani. «Sono inascoltato, quindi meglio che me ne vada», dichiarò in quei giorni, lasciandosi dietro un bel polverone.
Adesso è pronto per la nuova sfida, senza guardarsi indietro, dice lui, ma piuttosto avanti.
«In Toscana – spiega infatti – ci sono già casi in cui Confartigianato ha al suo interno un sindacato dei ristoratori, come Firenze e Grosseto. Possiamo pensare di gettare le basi anche qui a Lucca. Io conosco il mio settore da tutta la vita e penso di poter portare il mio contributo per avviare un nuovo progetto. Quanto ai miei ex colleghi di Confcommercio, mi auguro di poter continuare a collaborare quando ci saranno iniziative in cui è bene stare tutti dalla stessa parte. Perché quando si lotta per ottenere un miglioramento, siamo più forti se si combatte insieme».
«Stefani ci ha chiesto di entrare in Confartigianato – spiega Roberto Favilla, direttore provinciale dell’associazione, per avere una sua rappresentanza là dove ce ne fosse bisogno. Già tra i nostri associati ci sono ristoratori e anche commercianti. La nostra associazione si chiama Confartigianato imprese e anche ristoranti e negozi sono imprese, forse non tutti lo ricordano».
Da parte sua, anche Confartigianato si dice pronta a intraprendere con Stefani un nuovo percorso. «Accogliamo Stefani – sottolinea Favilla – con spirito costruttivo e con la volontà di dare voce a una categoria come quella dei ristoratori, anche loro sono artigiani. In altre realtà ci sono già spazi per questi imprenditori, adesso anche noi potremo rappresentarli».
Prima di concludere, Favilla tiene a fare una sottolineatura “di stile”, come dice lui. Aprirsi a un’ulteriore categoria non significherà andare a fare campagna acquisti tra gli iscritti di altre associazioni. «Non faccio proselitismo – dice con tono risoluto –. Non farò come qualcuno, che prende auto e brochure e va “a caccia” di nuovi iscritti. Noi di Confartigianato no, non è nel nostro modo di operare. Se i ristoratori verranno da noi, li accoglieremo volentieri. Ma senza – ribadisce – operazioni di marketing». —
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