Sicurezza
Rapina in farmacia 58enne arrestato dai carabinieri
LUCCA. I carabinieri di Empoli, in stretta collaborazione con i militari di Lucca, hanno arrestato l’uomo ritenuto responsabile, tra le altre, della rapina messa a segno il 21 ottobre 2020 alla farmacia Troilo di San Salvatore di Montecarlo. Si tratta di Mario Arcidiacono, 58 anni, origini siciliano e residente in provincia di Pistoia. L’uomo, detenuto per altra causa nel carcere di Massa, è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emesso dal gip del tribunale di Firenze, Gianluca Mancuso, con l’accusa di aver compiuto tre rapine nell’arco di venti giorni a Stabbia, Ponte a Cappiano e appunto a San Salvatore.
Per quanto riguarda il colpo alla farmacia Troilo, il bandito solitario agì nel primo pomeriggio. Mascherina chirurgica anti Covid a coprire bocca e naso, cappellino di lana e armato di un punteruolo a forma di uncino. All’interno della farmacia non c’erano avventori, ma soltanto la commessa e il proprietario del locale, un pensionato di 91 anni. Il rapinatore mostrando l’arma minacciò le due persone e le costrinse a chiudersi in una stanza attigua adibita a bagno con annesso ripostiglio. A quel punto s’impossessò del denaro contenuto nel registrato di cassa e non contento rovistò pure nella borsetta della farmacista portandosi via alcune decine di migliaia di euro.
Da tempo i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile, in stretta sinergia con le stazioni di Fucecchio, Cerreto Guidi e Lucca, stavano effettuando indagini sulle rapine messe a segno in danno di altrettante farmacie: il 12 ottobre 2020 a Stabbia, frazione del comune di Cerreto Guidi, il 3 novembre 2020 a Ponte a Cappiano, frazione del comune di Fucecchio e in quella il 21 ottobre a San Salvatore di Montecarlo .
In tutti gli episodi, un uomo, travisato con una mascherina chirurgica e un cappellino in lana, armato di un punteruolo e, in un caso, di un coltello, dopo aver minacciato le farmaciste al bancone si era fatto consegnare l’incasso dal registratore di cassa e il contenuto delle borse di proprietà, rinchiudendo poi a chiave le vittime in un locale delle farmacie o nel bagno, per garantirsi indisturbato la fuga e ritardare le richieste d’intervento delle forze dell’ordine. —
L.T.
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