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la tragedia 

Lacrime a Sorbano per la morte di Michele

Lacrime a Sorbano per la morte di Michele

Catelli, vittima di un incidente con la moto a 37 anni, era molto conosciuto nella frazione. Ieri l’esame esterno sulla salma

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LUCCA. Dolore e sconcerto. Sono questi i sentimenti prevalenti a Sorbano del Vescovo, quartiere del comune di Lucca dove viveva Michele Catelli, il classe ’84, morto domenica sera a seguito di un incidente alla fine del cavalcavia autostradale. Una fine che ha lasciato increduli parenti e amici dell’uomo, operaio in un’azienda lucchese di recupero metalli. La madre, Elena Cavalletti, 65 anni, non ha voluto parlare con i giornali e ha preferito chiudersi in un dignitoso riserbo, chiedendo a parenti e amici di mantenere lo stesso atteggiamento in segno di cordoglio. E così è stato: Michele era un ragazzo molto conosciuto nel quartiere. Frequentava i bar della zona: il “Sorbanello”, la Piazzetta di Verciano e Gelato Mania. Da qualche tempo viveva con la compagna in una villetta che lui stesso aveva risistemato, a pochi passi dall’officina del compagno della madre. Aveva tante passioni, una su tutte: le moto. E proprio a bordo di una moto domenica sera Michele ha trovato la morte.

Ci sono alcuni dettagli da chiarire, ma la dinamica dei fatti è piuttosto chiara: nel pomeriggio Catelli era stato a fare un giro in moto con un amico e poi i due si erano fermati a bere qualcosa in un bar di Verciano, frazione nel comune di Capannori confinante con Sorbano del Vescovo. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, Catelli voleva fare un giro da solo sulla Honda Hornet gialla dell’amico. Ha insistito per un po’ e poi è riuscito a mettere in atto il suo proposito, probabilmente senza avere il beneplacito del proprietario della Honda.

Fatto sta che Catelli è salito in sella, ha girato le chiavi che erano già inserite nel quadro, ha messo in moto ed è partito dal bar di Verciano a forte velocità e soprattutto senza indossare il casco. Il seguito purtroppo è cosa nota: Catelli ha percorso via Nottolini per meno di un chilometro sino a giungere al cavalcavia ferroviario posto a Sorbano. E lì, all’altezza della discesa, ha perso il controllo della moto. Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia municipale che assieme ai carabinieri sono riusciti a ricostruire quanto era accaduto, parlando anche con il proprietario della moto, che i militari hanno raggiunto poco dopo la tragedia al bar di Sorbano. L’uomo, ancora ignaro dell’accaduto e preoccupato dal fatto che Catelli non fosse rientrato, ha raccontato la sua versione ai militari. Dai primi accertamenti sembra che non ci siano altri mezzi coinvolti nell’incidente. L’ipotesi è che il 37enne abbia perso il controllo del mezzo e sia caduto rovinosamente sull’asfalto. Una caduta che purtroppo non gli ha lasciato scampo.

Ora parenti e amici attendono la data dei funerali per dare l’ultimo saluto a Michele. Ieri la salma è stata sottoposta all’esame esterno da parte del medico legale Diana Bonuccelli. Prelevati dei campioni di sangue che dovranno essere analizzati. Dopodiché la salma sarà restituita ai familiari per l’organizzazione delle esequie. —

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