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Denuncia contro ignoti dopo il pestaggio subito in vacanza a Palermo
lucca. Una denuncia contro ignoti per il pestaggio subito e la grandissima solidarietà ricevuta dalle massime istituzioni siciliane, dal sindaco di Palermo Leoluca Orlando al presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci.
Il giorno dopo l’aggressione di cui è stato vittima mentre passeggiava in via Maqueda nel capoluogo dell’isola, per il solo fatto di scambiarsi effusioni con il proprio compagno per il ventinovenne social media manager nato a Lucca e cresciuto a Matraia (ma residente a Torino) è stata una giornata trascorsa con il proprio gruppo di amici, lontano dai riflettori e alla ricerca di serenità.
Stefano (questo il suo nome, omettiamo il cognome per sua espressa volontà) porta i segni sul proprio corpo e nello spirito della crudeltà con cui il gruppetto di tre giovani si è avventato contro di lui. «Mi hanno spaccato la faccia – ha dichiarato al Tirreno nell’intervista riportata sulle nostre cronache di ieri – . Gridavo, c’era gente intorno – ha continuato il suo racconto – ma nessuno è intervenuto per difendere me e il mio compagno. Non volevano uccidermi, ne sono abbastanza sicuro. Volevano farmi male. Appena sono stati sicuri di esserci riusciti, se ne sono andati senza che nessuno li fermasse».
Tutto questo è scaturito da una motivazione che si identifica con un vocabolo preciso: omofobia. Accade ancora oggi, a dispetto di disegni di legge Zan e dei passi avanti compiuti.
Dopo l’aggressione, Stefano ha presentato denuncia contro ignoti per il pestaggio di cui è stato vittima. Lo conferma Giulia Druetta, amica e avvocata di Stefano.
Intanto, le massime istituzioni siciliane hanno mostrato grandissima vicinanza al giovane aggredito. Addirittura, il presidente della Regione Musumeci, come riporta La Repubblica sulle cronache di Palermo, ha presentato a Stefano e al suo compagno le scuse a nome «dell'intera comunità siciliana» e l'invito a tornare come «nostri ospiti».
«La Sicilia – ha riportato sempre il governatore – è da sempre terra generosa e di accoglienza. Ecco perché l'aggressione alla coppia di turisti gay ad opera di alcuni giovanissimi scalmanati, nel centro di Palermo, va condannata senza alcuna esitazione. Alle due vittime della assurda intolleranza vanno le mie scuse, sapendo di interpretare il sentimento dell'intera comunità siciliana. Spero che decidano di tornare nella nostra Isola: saranno benvenuti e nostri ospiti».
Il Comune di Palermo, viene sempre riportato, si costituirà parte civile quando sarà celebrato il processo a carico dei responsabili dell'aggressione al momento ancora ignoti. Lo ha annunciato il sindaco Orlando. «Il nostro è un atto dovuto – ha sottolineato il primo cittadino – perché insieme a tutta Palermo non ci riconosciamo con questi incivili che nulla hanno a che vedere con il cambiamento culturale di una città che promuove i diritti della persona e dell'uguaglianza». Anche le guide turistiche dell'associazione Free Experience Tour hanno avuto parole di affetto per la giovane coppia: «Palermo è sempre stata esempio di pacifica coesistenza di lingue, religioni e culture. Vorremmo mostrare loro la bellezza e la storia della nostra città. L'aggressione è un episodio gravissimo e noi vorremmo che loro si sentissero a casa».—
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