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CAPANNORI IN LUTTO 

Pediatra ucciso da un malore: sarà effettuata l’autopsia

Luca Tronchetti
Pediatra ucciso da un malore: sarà effettuata l’autopsia

Giuseppe Fontana, 72 anni, è  morto improvvisamentenelle vicinanze di San Giuliano Terme al rientro, con un gruppo di amici, da una pedalata in bicicletta

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CAPANNORI. Sarà disposta l’autopsia per chiarire l’origine del decesso improvviso di Giuseppe Fontana, 72 anni, il pediatra dei Capannoresi, morto improvvisamente sabato pomeriggio alle 17 nelle vicinanze di San Giuliano Terme al rientro, con un gruppo di amici tra cui il cugino Paolo Bertolucci, da una pedalata in bicicletta partita al mattino da Capannori per raggiungere Gabbro nel Livornese, pranzare a Calambrone e rientrare a casa.

Fontana, che non soffriva di patologie di natura cardiaca, amava alla follia la bici da corsa (era stato un grande tifoso di Beppe Saronni) tanto da non rinunciarvi nemmeno dopo le frattura di caviglia e femore e l’innesto di una protesi a un’anca. Quando i suoi amici lo hanno visto cadere nel fosso all’improvviso sono andati subito a soccorrerlo ed è sopraggiunta anche un’ambulanza della Pubblica assistenza di Pisa. Nel tentativo di rianimarlo è stato utilizzato anche il defibrillatore, ma tutto si è rivelato inutile. Il cadavere, restituito ai familiari, è stato trasferito all’obitorio dell’ex Campo di Marte in attesa del riscontro diagnostico. I funerali sono attesi nelle prossime 72 ore alla chiesa di Capannori.

Il pediatra lascia la moglie Iole, insegnante di scuola materna in pensione, i figli sposati Paolo, che lavora in una ditta come ingegnere meccanico, Francesca, architetto che vive e lavora in California e che è ieri sera è rientrata in Italia, Andrea di 25 anni oltre ai due adorati nipotini e a mamma Giulia, 98 anni, che ha sempre vissuto nella bella casa in via della Libertà. Autentico e struggente il ricordo di due medici, grandi amici del pediatra: Ivo Iacopetti e Franco Antonio Salvoni. «Mi manca già adesso – dice commosso il pediatra Iacopetti, stesso studio medico, stesso giorno di pensionamento – Eravamo simili. A entrambi piaceva questo lavoro e non c’erano orari. Giuseppe era un vero amico: una volta che lo incontravi non potevi più dimenticarti di lui».

Salvoni lo ricorda con il groppo in gola: «Amico per settant’anni, dall’infanzia all’adolescenza. Abbiamo condiviso viaggi, vacanze, riflessioni, sogni, passioni. Divisi solo dalla fede calcistica (io viola, lui gobbo). Un uomo vero, leale, genuino e un grande professionista. Aveva un rapporto empatico con i pazienti e lo univa alle valutazioni scientifiche precise e puntuali. Sempre presente nella mia vita e nella vita di tanta gente. Dietro a quel sorriso luminoso e gentile c’era una sofferenza silenziosa per una serie di ingiustizie, tra cui la morte prematura del fratello Paolo. Ci siamo sentiti due giorni fa per un parere su un bimbo ammalato. Il ricordo della sua serenità lo porterò sempre con me».

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