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quartiere sotto scacco 

I commercianti sono sul piede di guerra: «Caos viabilità in viale San Concordio»

Tiziana Gori
I commercianti sono sul piede di guerra: «Caos viabilità in viale San Concordio»

Incontro in Comune per i problemi causati dal crollo della ciclabile e dal restringimento della carreggiata all’incrocio

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LUCCA. Commercianti in Comune giovedì 3 giugno per i problemi della viabilità lungo il viale San Concordio. «Abbiamo un incontro in programma – spiega il presidente del Centro commerciale naturale (Ccn) di San Concordio, Luca Floridia – Vogliamo essere informati sul piano lavori della pista ciclabile crollata».

L’11 maggio ha ceduto un tratto di ciclabile lungo viale San Concordio, tra via Guidiccioni e via Savonarola. Il Comune ha lasciato il libero accesso alle abitazioni, agli uffici e ai negozi, ma questo non mitiga le difficoltà che si sono venute a creare sul fronte viabilità per pedoni e ciclisti. I commercianti lamentano un calo delle vendite, i residenti maggiori problemi di traffico.

Sono in corso le verifiche sulla stabilità delle coperture del canale Benassai, il fosso coperto che corre sotto la pista ciclabile di viale San Concordio. In parallelo, l’amministrazione prosegue con la progettazione dell’intervento di sostituzione di alcuni tratti ammalorati della copertura.

«Quando iniziano i lavori? Che soluzioni alternative per la viabilità possono darci? Che tipo di indennizzo per i mancati guadagni dei commercianti? ». Queste le domande poste da Annamaria Frigo, responsabile provinciale del dipartimento attività produttive di Fratelli d’Italia, che viale San Concordio lo conosce bene. «Ho un’agenzia formativa all’incrocio, all’altezza della pasticceria Soave. Assisto ogni giorno – afferma – al caos viario che caratterizza il quartiere».

«Metà carreggiata di via Guidiccioni è transennata, con conseguenze pesanti sul traffico all’incrocio con viale San Concordio. Sono passati venti giorni e non è stato fatto niente. Vivere San Concordio negli orari di apertura e chiusura dei negozi, negli orari di ingresso e uscita dalle scuole, è diventato un inferno. Consideriamo che qui c’è un istituto privato che va dall’asilo al liceo».

Frigo denuncia «code interminabili al semaforo a causa della corsia interdetta, grossi camion che non riescono a svoltare, disagi per i genitori che accompagnano i figli a scuola, biciclette che non possono usufruire della pista ciclabile, monopattini che sfrecciano a velocità elevata contromano e i pedoni che devono scegliere tra il pericolo di camminare sopra zone pericolose o farsi investire».

L’amministrazione, sostiene Frigo, deve rispondere «con interventi ad hoc per dare sollievo al quartiere. Potremmo pensare di mettere subito in sicurezza la ciclabile con delle pedane. Dovrebbe essere garantita la presenza giornaliera di vigili urbani al semaforo per regolare il traffico. Personalmente credo che potrebbe essere anche trovata un’alternativa esteticamente più decorosa ai metri di nastro di plastica a strisce bianche e rosse che delimitano le zone interdette». Fratelli d’Italia chiede di pensare «a misure economiche concrete per dare qualche forma di indennizzo ai commercianti, e in previsione delle serate estive, a iniziative come mercatini artigiani o piccoli eventi». —

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