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Diffamò la presidente Boldrini condannato un giornalista

Diffamò la presidente Boldrini condannato un giornalista

Il giudice ha inflitto una pena pecuniaria al direttore della Gazzetta di Lucca La deputata: «La libertà di espressione ha un limite: il rispetto delle persone»

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LUCCA. Diffamò la ex presidentessa della Camera Laura Boldrini, condannato il giornalista lucchese Aldo Grandi. A dare la notizia è stata la stessa Boldrini con un post pubblicato sul suo profilo Facebook. «Nel luglio del 2017, sulla testata da lui guidata, il direttore della Gazzetta di Lucca scriveva un editoriale in cui invitava alla preghiera affinché “prima o poi – meglio prima che poi – Laura Boldrini venga colpita da un male incurabile”. Nello stesso articolo, mi addebitava, in modo falso e strumentale, la presunta invasione di migranti nel Paese e dunque l’essere una minaccia per “la nostra identità nazionale, culturale, storica, religiosa, financo sessuale”. Un anno dopo – prosegue Boldini – il direttore è stato sospeso per tre mesi dall’Ordine dei giornalisti per aver contravvenuto alle norme sulla deontologia professionale. Oggi arriva la sentenza di condanna a seguito della mia querela per diffamazione. È per il senso di giustizia che ho voluto denunciare. E non solo per me, ma per tutte e tutti coloro che sono bersaglio di odio nel dibattito pubblico o in Rete. Continuerò – conclude l’ex presidentessa della Camera – il mio impegno contro l’hate speech (parole di odio, ndr) perché nel nostro ordinamento la libertà di espressione ha un limite imprescindibile e invalicabile: il rispetto della dignità delle persone».

La sentenza risale a qualche giorno tempo fa: a Grandi è stata inflitta una pena pecuniaria. Lo stesso giornalista, direttore responsabile delle testate online “La Gazzetta di Lucca” e “La Gazzetta di Viareggio” , come ricordato da Boldrini, nel 2018 era stato sospeso per tre mesi dalla professione dal terzo collegio di disciplina dell’Ordine del Lazio a causa dell’articolo in cui augurava la morte all’ex presidentessa della Camera. Era stato lui stesso a darne notizia con un articolo sulla propria testata, nel quale riportava il testo del provvedimento. L’articolo contestato e segnalato all’Ordine da un esposto, era per l’appunto quello in cui Grandi si augurava che Boldrini venisse colpita da un male incurabile. Il procedimento era stato unito a quello per un secondo articolo nel quale Grandi, dando notizia di aver ricevuto un esposto, ribadiva «nessuna pietà e nessuna marcia indietro». –

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