Attenzione
Biomasse, la palla in Regione
Il Comune chiede la valutazione ambientale per l'impianto previsto a Marlia
CAPANNORI. Un impianto «difficilmente compatibile» con il territorio in cui è inserito e che potrebbe avere anche effetti sulla viabilità già complessa della zona: pure il Comune di Capannori, come fatto da rappresentanti del mondo ambientalista e da esponenti di forze politiche, anche distanti tra loro, esprime le proprie perplessità sul progetto di un impianto di vapore, alimentato a biomasse, a servizio del processo produttivo dell’Industria Cartaria Pieretti. Lo fa in un documento ufficiale, il cui chiede alla Regione di sottoporre il progetto alla Via, cioè alla valutazione di impatto ambientale.
Intanto l’iter va avanti, con la società proponente (la Sime Energia, con sede a Crema), che ha depositato tutta una documentazione integrativa al progetto, in attesa di sapere se la Regione predisporrà o meno la Via (la decisione è prevista per il mese di luglio). Le integrazioni depositate in parte sono state richieste dalla Regione, e in parte sono state prodotte su iniziativa dell’azienda stessa, per specificare meglio gli aspetti legati alla tipologia di impianto, alle sue prestazioni e al suo impatto ambientale. La Sime è una realtà di primo piano nel mercato nazionale dell’energia, attiva dal 1952 in varie zone d’Italia con una vocazione verso le energie ad alta efficienza rinnovabili.
La struttura che intende realizzare, e che sorgerebbe su terreni a ovest dell’area occupata dalla cartiera in via del Fanuccio, dovrebbe bruciare circa 25mila tonnellate anno di rifiuti non pericolosi classificati come biomassa vergine rinnovabile, soprattutto scarti di potatura e sfalci di verde pubblico (85 per cento), e in misura marginale (al massimo 15 per cento) cortecce e imballaggi legnosi, consentendo la produzione di 10 tonnellate per ora di vapore saturo, da utilizzarsi nel vicino stabilimento dell’industria Cartaria Pieretti e alternativo all’attuale impianto di cogenerazione ad alto rendimento in funzione nella stessa cartiera.
Tra gli enti che hanno presentato osservazioni c’è appunto il Comune di Capannori. Oltre alla preoccupazione per le possibili emissioni in un territorio come la Piana, dove la situazione sotto questo punto di vista è già pesante, la relazione inviata alla Regione contiene anche tutta una serie di rilievi di carattere urbanistico e anche paesaggistico (anche se, come evidenziato nello stesso documento si ricorda che l’area in questione «non è interessata da vincoli paesaggistici per legge o per decreto, né da vincoli idrogeologici»). Lo stesso però vengono espresse perplessità in merito «alla collocazione geografica dell’impianto stesso, che si trova in prossimità del centro abitato della frazione di Marlia, distante meno di 200 metri dalle abitazioni più vicine» e anche sul «grande dimensionamento dell’area di stoccaggio rifiuti dove dal dato fornito i cumuli possono raggiungere un’altezza di 12 metri». Il Comune evidenzia anche l’impatto sulla viabilità, considerando che «le arterie che saranno interessate dal traffico dei mezzi collegati all’attività della piattaforma di recupero sono già fortemente congestionate dal traffico dei mezzi pesanti».
Da qui la chiusura del documento inviato in Regione in cui si considera «l’impianto in oggetto difficilmente compatibile con il contesto geografico e ambientale in cui si chiede la realizzazione», e in cui «si invitano gli uffici regionali competenti a sottoporre il progetto in argomento alla procedura di Via per approfondirne gli impatti ambientali». —
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