Sicurezza
Presidio dei sindacati in piazza Napoleone per chiedere un patto sulla sicurezza
L’allarme di Giacomo Saisi (Uil) «Ogni anno vengono fatti solo diecimila controlli su quattro milioni di aziende Serve più personale»
LUCCA. Due numeri che fanno a pugni, e che possono spiegare perché quello degli infortuni sul lavoro resti un problema pesante nel nostro Paese. Sono i numeri illustrati durante dal segretario della Uil Toscana Nord Giacomo Saisi, in occasione del presidio sei sindacati in piazza Napoleone, per chiedere più sicurezza sui luoghi di lavoro: «Sapete quanti controlli vengono fatti ogni anno sui luoghi di lavoro? Diecimila. Diecimila a fronte di quattro milioni di aziende. E già questo fornisce un’idea della situazione. Ma c’è un ulteriore elemento che deve far riflettere, nell’80 per cento di quei 10mila controlli emergono dei problemi. Questo dato deve far riflettere. Bisogna potenziare i servizi di medicina del lavoro e gli ispettorati del lavoro, procedere con nuove assunzioni. Questa è un’emergenza. Non si può uscire la mattina per andare a lavorare, senza sapere se la sera si tornerà a casa. Lo so, sembra una frase fatta, ma purtroppo è questa la realtà. E poi ci sono tanti temi da affrontare, come quello degli appalti e dei subappalti, dove a forza di limare i costi si finisce per incidere sulla sicurezza».
E con la pandemia, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la situazione non è migliorata. Certo, molte attività si sono fermate, e di conseguenza i rischi si sono ridotti, ma è adesso che l’attenzione deve essere massima, come ha evidenziato il segretario provinciale della Cgil Rossano Rossi, per il quale, l’attuale situazione generale rischia di favorire il precariato e il ricorso al lavoro nero, con tutto ciò che questo comporta sul fronte sicurezza.
Per questo i tre principali sindacati, Cgil, Cisl e Uil hanno elaborato un patto per la sicurezza, da proporre a governo e anche alle organizzazioni datoriali, per unire le forze ed elaborare strategie per fermare questa strage quotidiana. Dopo il presidio una rappresentanza è stata ricevuta in prefettura. —
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