Attenzione
Burgnich, campione di stile e discrezione
Fino al 2004 aveva vissuto con la famiglia nella casa di via Catalani a Badia. Il ricordo struggente del figlio Gualtiero
Luca Tronchetti
ALTOPASCIO. Dal 1982 e per ventidue anni consecutivi Tarcisio Burgnich, campione azzurro e nerazzurro, è stato cittadino di Altopascio. Residente nella villetta in via Catalani a Badia Pozzeveri assieme alla moglie Rosalba Pistoresi, 76 anni, conosciuta nel 1960 a Torino, quando “Tarcio” giocava nella Juventus, al ristorante gestito dai genitori emigrati da Altopascio in cerca di fortuna. E nella bella casa hanno vissuto per un certo periodo i figli Simonetta, 56 anni, Patrizia, 54 e Gualtiero di 39 anni. E proprio l’unico figlio maschio rintracciato telefonicamente ricorda l’adorato babbo: «É stato una vera roccia per tutti noi. Un esempio vivente di come ci si deve comportare nella vita: rispetto e dignità. Io abito a Quarrata e in questo periodo di pandemia eravamo in contatto costante anche attraverso videochiamate. Negli ultimi tempi la salute lo aveva abbandonato, ma lui cercava sempre di sdrammatizzare». La prima persona a telefonare nella notte poco dopo il decesso dell’ex difensore della Grande Inter, è stato Massimo Moratti: «È stato sempre vicino e costantemente in contatto con noi familiari. Un conforto per tutti. E un’altra persona che vorrei ringraziare è Leo Picchi (capo ufficio stampa dell’Inter e figlio del grande Armando). Con lui, suo fratello e Chiara, la figlia di Bellugi, siamo come fratelli e la sua vicinanza in questo difficile momento mi è stata di aiuto. Il rapporto con Altopascio? A lui piaceva il paese. Amava la tranquillità e lì c’erano diversi amici discreti e non invadenti. L’ideale per il suo carattere taciturno». Ai funerali, previsti alle 14,30 nella chiesa di San Pietro nel quartiere San Marco a Viareggio, sarà presente una delegazione dell’Inter con il labaro. Probabile anche la presenza di Massimo Moratti.
IL SINDACO E l’OREFICE
Maurizio Marchetti, ex sindaco di Altopascio, conosceva bene Burgnich – allenatore della Lucchese in B nel 1998-99 – che incontrava spesso quando tornava a controllare la casa di famiglia a Badia: «Una decina d’anni fa gli consegnai il primio Tau d’argento e mi capitava spesso di fare quattro chiacchiere con lui. Io sono tifoso della Fiorentina e lui, logicamente, era legato all’Inter. Una persona stupenda. Garbata, misurata, disponibili. Sarebbe rimasto volentieri a vivere ad Altopascio, ma alla moglie piaceva il mare e si trasferì quindi in Versilia una quindicina d’anni fa. Nel luglio del 2015 lo abbiamo avuto ospite a Altopascio per un evento storico-culturale. Quando avevamo bisogno di lui non si è mai tirato indietro». Tra gli amici più cari il gioielliere Ferruccio Del Sarto: «Al di là della sua passione per gli orologi e per le cene a base di pesce che facevamo insieme – ricorda il proprietario della nota oreficeria – Tarcisio non era un semplice cliente: era un amico vero e sincero. Uno di quelli che non ti abbandona mai. Abbiamo visto tante partite assieme a San Siro piuttosto che a Empoli o a Firenze. Restavo di sale quando vedevo ragazzi di 25-30 anni, che non lo avevano mai visto giocare, avvicinarsi a lui e chiedergli l’autografo. Lui era sempre disponibile con tutti. La sua umiltà e il suo sorriso erano capace di conquistarti. Conosco bene la moglie e i figli a cui vanno le mie sincere condoglianze». —
Altri servizi pag. 16 e 17
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