Il Tirreno

Lucca

l’azienda 

Una stabilità ritrovata nel 2016 dopo anni pieni di incertezza

L.S.

Per il presidente Romano  è un errore guardare solo  al profitto: «Se mi basta  un piatto di pasta, perché ne devo volere un altro?»

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FABBRICHE DI VERGEMOLI. No, in questo caso non si può parlare di caso da manuale, o almeno da manuale di economia. Per fortuna. La fredda logica rende infatti difficile comprendere cosa possa spingere un imprenditore di successo, con centinaia di dipendenti e stabilimenti in Italia e in Europa, a investire in una piccola cartiera in mezzo alle montagne. La risposta la dà, con un esempio, il diretto interessato, ossia Vincenzo Romano. È lui il presidente di EuroVast: la società ha cinque stabilimenti di produzione di carta tissue (per 150mila tonnellate annue) concentrati in Lucchesia, cui si aggiungono anche quattro impianti di converting, uno dei quali in Gran Bretagna e un altro in Olanda.

«Quando ho mangiato un piatto di pasta e sono a posto, che bisogno ho di volerne un altro?»: così Romano spiega la sua idea di fare impresa. «Se si mette il profitto al primo posto – aggiunge – si va male. Nei primi cinque minuti della mia giornata ho già guadagnato quanto mi serve». E il resto? Il resto serve appunto a fare investimenti, come quello fatto nel 2016 con l’acquisto di questa cartiera nel cuore della Val Turrite. Un impianto nato negli anni settanta, e reduce da una storia travagliata, fatta di continui cambi di proprietà. L’arrivo dell’EuroVast non solo ha riportato tranquillità, ma è stato accompagnato da una serie di investimenti (come appunto quello presentato ieri) che rendono il territorio migliore, sotto il profilo ecologico, ma anche economico. Niente obbligava la proprietà a fare quell’impianto a zero impatto ambientale, con le deroghe poteva continuare a produrre come aveva sempre fatto. Oppure, peggio ancora, poteva abbandonare al suo destino questo complesso.

Invece no, alla Cartiera del Borgo (guidate dall’amministratore unico Umberto Romano, figlio di Vincenzo), l’EuroVast ha scelto di investire, dimostrando la volontà di difendere questo presidio che dà lavoro a 24 persone (con due recenti assunzioni). «Con questo investimento – aggiunge Vincenzo Romano – ci prendiamo cura delle cose che sono davvero importanti: l’ambiente, le persone, il lavoro. Se poi c’è pure un po’ di utile tanto meglio». E che non siano solo parole di circostanza lo si capisce dal tono della voce dell’imprenditore, che fatica a nascondere l’emozione. Quella stessa emozione provata quando il nuovo impianto è entrato in attività: «La prima volta che l’ho visto in funzione avrei voluto salire sul tetto e gridare la mia gioia al mondo».

«Un caso da portare come esempio – ha risposto il sindaco di Fabbriche Michele Giannini – è raro ritrovarsi con un imprenditore che fa una promessa e poi la mantiene. Un imprenditore che insegna, e vale per tutta la valle, che si possono far convivere ambiente e produttività». —

L.S.

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