Italia
Nasce la carta a impatto zero
Nello stabilimento Eurovast arriva il gas per produrre calore
FABBRICHE DI VERGEMOLI. Era come avere la ciminiera di una nave in una valle chiusa. E non si tratta di un esempio esagerato: perché ad alimentare la Cartiera del Borgo, del gruppo EuroVast, era lo stesso combustibile usato sulle grosse imbarcazioni, un olio denso che bruciato rilascia un fumo ricco di zolfo e altamente inquinante. Il tutto in mezzo a un ambiente naturale straordinario, non a caso inserito nel parco delle Alpi Apuane. Adesso però il fumo che esce da quella stessa ciminiera ha cambiato colore e odore. Non più una scura coltre densa, ma dell’etereo vapore acqueo.
È il frutto di una promessa mantenuta, quella che il presidente di EuroVast, Vincenzo Romano, aveva fatto Michele Giannini, sindaco di Fabbriche di Vergemoli (meritandosi anche la cittadinanza onoraria). Per produrre acqua calda, indispensabile nella lavorazione della carta, avrebbe utilizzato un combustibile non inquinante. E realizzare quella promessa, come spiegato dal direttore dello stabilimento Simone Lucchesini, non è stata impresa semplice: «Da quando, nel 2016, è stato rilevato questo stabilimento, abbiamo lavorato in questa direzione. Per due anni si è cercato di ricorrere alle condotte, e abbiamo guardato praticamente in ogni direzione per cercare la rete più vicina possibile, ma questa strada si è rivelata impraticabile». Troppe difficoltà tecniche e burocratiche.
Ma proprio la tecnologia alla fine ha fornito la soluzione, che sta in tre lettere: gnl, acronimo di gas naturale liquefatto. Portato a una temperatura di 160 gradi sotto lo zero il gas passa allo stato liquido e in quel modo, utilizzando dei camion cisterna, può essere trasportato ovunque. Anche nella frazione di Fabbriche di Vallico dove si trova lo stabilimento di EuroVast. Qui, nell’impianto costruito e seguito dalla società Liquigas («Ci hanno spiegato che è il secondo per importanza tra quelli realizzati in Italia», aggiunge Lucchesini) il liquido viene ritrasformato in gas, per alimentare gli impianti della cartiera. Insomma, si ottiene una produzione a impatto zero, totalmente verde come le acque del vicino lago di Turrite Cava in cui si riflettono i boschi della zona.
Il matrimonio tra una produzione antica e le tecnologie di ultima generazione prosegue nell’impiantistica legata al nuovo carburante, con un generatore capace di raggiungere un’efficienza termica del 97,5 per cento (contro una percentuale standard del 93).
Un’innovazione cui nel tempo ne seguiranno altre. Come la macchina continua: il cuore della cartiera è oggetto di continui investimenti per adeguarla, ma già si sa che nell’arco di qualche anno, tra i sette e gli otto, sarà sostituita «con un macchinario più moderno, in grado di incrementare la produzione del 30 percento». Un investimento che non solo si prevede porterà nuova occupazione, ma che, soprattutto, testimonia la volontà di mantenere questo presidio produttivo. —
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