Toscana
Micheloni ha scelto di diventare gastronomia per rimanere sul mercato in tempi di pandemia
I fratelli David e Stefano Micheloni hanno riconvertito il ristorante: «Se l’esperienza prenderà il largo, potremo anche fare assunzioni»
CAPANNORI. Per reggere l’urto della pandemia a volte bisogna prendere nuove strade. È il passo che ha fatto l’Eno-ristorante Micheloni a Guamo. Il locale di fronte al bivio - rinnovarsi o rischiare di sparire - ha deciso di riconvertirsi in gastronomia gourmet portando i loro menù a casa con il servizio dello chef a domicilio. E dopo poche settimane la scelta si è rilevata azzeccata, tanto che il ristorante potrebbe pensare a fare assunzioni.
«La ripresa, il ritorno alla normalità è un futuro ancora lontano - dicono i titolari David e Stefano Micheloni -. Nei mesi della pandemia abbiamo avuto una brusca riduzione di clienti, da 60 a 25 coperti nella sala interna a causa delle restrizioni anti Covid. Così abbiamo preso la decisione di rivoluzionare il locale, non più ristorazione classica ma una gastronomia con pasta fresca, sughi, piatti di pesce o di carne e surgelati immediatamente da portare a casa e con l’orario di un esercizio commerciale. Abbiamo investito nei macchinari e realizzato un nuovo banco vetrina. Insomma non la classica gastronomia ma qualcosa di particolare e originale»."Il miglior ristorante a casa tua" è lo slogan del nuovo Micheloni.
«La risposta è stata buona, la scelta è apprezzata e siamo riusciti a non licenziare nessuno dei dipendenti», dicono i fratelli Micheloni che puntano su «salse e sughi artigianali abbattute e confezionate in buste sottovuoto e surgelate. Ad esempio il sugo alla trabaccolara che si mette in acqua a temperatura non bollente e in pochi minuti è pronto da servire. Tutti prodotti fatti con il nostro marchio. Inoltre andiamo a cucinare anche nelle case come chef a domicilio».
Così uno dei ristoranti più noti del Capannorese si è rimesso in gioco. «Siamo riusciti a non tagliare i dipedenti, anzi abbiamo assunto un’altra persona, potremmo avere bisogno di altro personale se la nuova esperienza prenderà definitivamente il largo. Sono stati momenti difficili, ci siamo trovati davanti ad una scelta difficile perché avremmo anche potuto decidere di mollare tutto per l’amarezza e lo sconforto». La cucina del ristorante resta aperta ma anziché preparare i piatti per i tavoli imbanditi si cucinano per i clienti con la formula del take away.«La sala del ristorante è stata adibita a negozio in cui si vendono anche altre specialità del territorio come biscotti, formaggi, salumi e i vini della enoteca che si potranno abbinare ai piatti».
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