Sicurezza
La destra visita la Linea Gotica Scoppia la polemica con il Pd
lucca. La destra “alla scoperta” della Linea Gotica per motivi didattici – così sostiene – e di «collaborazione fra i Comuni». Scoppia subito la polemica, con il botta e risposta del Pd. Nasce tutto dall’iniziativa di Difendere Lucca, movimento politico lucchese di destra fondato da Fabio Barsanti, capogruppo di Alleanza per Lucca e CasaPound Italia in consiglio comunale, che domenica ha visitato la Linea Gotica. Ribatte Roberto Panchieri, segretario del circolo centro storico del Pd. «Mi auguro – afferma, rivolto agli esponenti di destra – che nel corso della loro escursione i gitanti abbiano trovato il tempo per deporre un mazzo di fiori al cippo commemorativo che ricorda Pietro Pistis, caduto eroicamente in nome della Resistenza antifascista durante un’azione di sabotaggio».
«In cinquanta sulla Linea Gotica a Borgo a Mozzano, per conoscere l’opera difensiva della Seconda guerra mondiale e rilanciare il rapporto virtuoso fra comuni limitrofi – così Difendere Lucca spiega l’escursione di domenica a Borgo a Mozzano –. L’appuntamento faceva parte del programma “Riscoprire Lucca”, con cui vogliamo contribuire al ristoro della storia lucchese e del suo territorio. Abbiamo usufruito delle strutture didattiche locali – continua il movimento – per approfondire la storia della fortificazione e il suo rapporto con il territorio. Ringraziamo le guide che ci hanno accompagnato nel percorso». L’escursione è stata svolta «in un’ottica di sinergia del territorio lucchese e per conoscere e valorizzare il lavoro di recupero e rilancio turistico di questa opera e del territorio nel suo complesso. È la prima parte di un itinerario più ampio che coinvolgerà altri punti della Lucchesia interessati dalla Linea Gotica».
«Indubbiamente – ribatte Panchieri – quello di Borgo a Mozzano è uno dei tratti meglio conservati della Linea Gotica. Infatti è stato fatto costruire dall’organizzazione nazista della Todt, che collocò la sua sede proprio a Borgo a Mozzano e vi fece lavorare gli operai delle cave circostanti appositamente rastrellati. Per organizzare meglio gli orari di lavoro – sottolinea Panchieri – in località Socciglia fu fatto costruire un vero e proprio campo di concentramento». –
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