Sicurezza
«Tasse scontate ai ristoratori che usano tovaglie in cotone»
La proposta al Comune porta la firma di Damiano Donati (Lavanderia industriale). «Gli obiettivi: aiutare il nostro settore, far risparmiare i locali e inquinare meno»
BAGNI DI LUCCA. Detassare i ristoranti che utilizzano tovaglie in cotone al fine di alleggerire il loro carico fiscale, sostenere di conseguenza le lavanderie industriali (anch’esse in profonda crisi a causa del Covid) e dare una mano all’ambiente. Questa l’idea che ha deciso di lanciare Damiano Donati, operaio dell’omonima lavanderia di Fornoli nel comune di Bagni di Lucca. Damiano, classe 1986, lavora nell’impresa di famiglia insieme al padre Moreno e alla zia Maria Teresa (che ne sono gestori), alla sorella Beatrice e al cugino Manuel. Proprio in questo anno e mezzo di pandemia, gli stretti rapporti con il mondo della ristorazione nonché il legame con ospedali e Rsa hanno portato Donati a maturare una proposta da veicolare all’amministrazione comunale attraverso Il Tirreno.
Il Covid, spiega Damiano, «ha completamente cambiato il nostro modo di lavorare e dall’oggi al domani ci siamo trovati a dover trattare quasi esclusivamente materiale proveniente dai luoghi di cura e case di riposo. Abbiamo visto di fatto scomparire dagli ordini il comparto della ristorazione sia per i periodi di stop a cui bar, hotel e ristoranti sono stati sottoposti sia - prosegue Damiano - perché, anche nei mesi di riapertura, questi hanno preferito in molti casi servirsi di tovagliato usa e getta». Le tovaglie di questo tipo, però, è bene ricordarlo, non sono riciclabili in quanto composte da carta e plastica non scindibili.
Da qui l’idea di Donati: «Premettendo che le lavanderie industriali sono state sfavorite nell’ambito degli aiuti e dei bonus erogati dal Governo, pur dipendendo in larga parte dalla ristorazione, abbiamo pensato di dover fare qualcosa, cercando di coniugare le esigenze di diversi settori e, perché no, dando un aiuto anche all’ambiente. Come azienda ci siamo così rapportati con altre realtà simili alla nostra, in tutta Italia, e proprio dal Mugello, dove si sono concretizzati progetti similari, abbiamo avuto l’input decisivo. Determinante per la definizione di questa proposta il contributo di Ilenia Chiari, impiegata della Chi-Ma Florence Spa, e di mia sorella Beatrice».
Gli imperativi sono: scegliere il tessile riutilizzabile, avere garanzia di igiene e qualità, rispettare l’ambiente e, non da ultimo, venire incontro a ristoranti, bar, pub, pizzerie nonché a hotel, B&B, agriturismi, affittacamere, residenze che offrono servizio di ristorazione. «L’idea è semplice - afferma Donati -: coloro che usano tovagliato in cotone (evitando quindi il non riciclabile) godono di uno sconto sulla tariffa dei rifiuti. Agevolazione che può variare a seconda delle possibilità del Comune. Noi lavanderie industriali prendiamo una boccata di ossigeno, gli operatori del settore alla fine dell’anno spendono meno in tasse perché oggettivamente hanno prodotto meno rifiuti; l’ambiente ringrazia poiché centinaia di tonnellate di spazzatura non finiscono in discarica o incenerite». Molti prodotti usa e getta sono oltretutto d’importazione mentre, dice ancora Damiano, «utilizzare tovaglie tessili di provenienza garantita significa sostenere il Made in Italy e l’occupazione locale. Senza considerare che, quando tovaglie e tovaglioli non sono più utilizzabili a causa dell’usura, il cotone può essere impiegato per il rivestimento di borse, per il confezionamento di abiti, per la produzione di tappetti, come stracci per pulire».
La Lavanderia Donati è una storica e solida realtà del comune di Bagni di Lucca. Nata nel 1977, dalla volontà dei fratelli Moreno e Giancarlo e dalla moglie di quest’ultimo Maria Teresa Giannasi, l’azienda si è da subito specializzata nel noleggio e nel lavaggio di tessili e biancheria destinati a alberghi, ristoranti, strutture ospedaliere e case di cura. Attualmente conta 35 dipendenti fissi che raggiungono le oltre 70 unità durante la stagione estiva.
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