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l’opposizione consiliare 

Bagni di Lucca: «Terme al Comune oppure sia prorogata la gestione di Lapolla, salviamo i lavoratori»

Emanuela Ambrogi
Bagni di Lucca: «Terme al Comune oppure sia prorogata la gestione di Lapolla, salviamo i lavoratori»

Gemignani preoccupato dopo la terza asta andata deserta: occorre agire in fretta, venti persone rischiano il posto

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BAGNI DI LUCCA. Gestione comunale o proroga all’attuale gestore per evitare che le terme rimangano chiuse anche dopo il 30 giugno, quando scadrà il tempo concesso a Vittorio Lapolla.

Spara a zero il gruppo consiliare di opposizione di “Un Futuro per Bagni di Lucca”, che ritiene un flop annunciato l’ennesima assenza di offerte per il terzo bando che affidava la concessione degli impianti fino al 2037. Claudio Gemignani, capogruppo di “Un futuro”, accusa l’amministrazione comunale non aver saputo trovare imprenditori e di aver contrastato in ogni modo Lapolla, tra l’altro titolare dell’albergo sopra le terme. Per l’opposizione ora è certo che quando finirà la proroga a Lapolla gli stabilimenti di Casa Boccella e Jean Varraud resteranno chiusi e i dipendenti si troveranno senza lavoro.

Secondo Gemignani, anche se esistessero imprenditori interessati a prendere la gestione con trattativa diretta, non ci sono i tempi materiali per completare entro la fine di giugno l’iter necessario. “Un futuro” accusa quindi l’amministrazione di aver gestito male ancora una volta la questione e dice che non è più tempo di procedere con soluzioni pasticciate e proroghe come succede da quattro anni, anche per le piscine. Gemignani avanza quindi proposte che, in assenza di reali investitori interessati, indicano nella gestione diretta del Comune o nell’ulteriore proroga a Lapolla le strade percorribili, anche per evitare la perdita dei posti di lavoro dei dipendenti delle terme e dell’hotel, una ventina. Senza considerare i danni per l’indotto.

“Un futuro” chiede poi che per un eventuale nuovo gestore scelto con trattativa privata venga mantenuto l’obbligo di riassumere tutto il personale. Gemignani chiede un ampio e immediato confronto in consiglio comunale e pare caldeggiare la proroga a Lapolla, mettendo anche in evidenza il fatto che sua è anche la gestione dell’albergo sopra le Terme. «In un discorso più ampio – conclude – il Comune deve ricreare le giuste condizioni per agevolare gli investimenti. Bisogna puntare a una locazione che per il consumatore nasca dall’unione del prodotto estetico e storico. E mirare sempre più non solo alle convenzioni sanitarie, ma anche al benessere e al welness. Sarebbe interessante recuperare magari l’acqua che dalla Cova va in fiume, e realizzare spiagge termali a fruizione libera, creando un indubbio incremento turistico».

Oltre alle terme, Gemignani invita a progettare un recupero di villa Fiori legato in qualche modo al settore termale. —

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