Attenzione
Veronesi torna a Lucca e apre un centro di ascolto
La formula fa pensare all’embrione di un qualche comitato elettorale
LUCCA. Il 24 settembre 2020, chiuse le urne delle elezioni regionali dalle quali era uscito non eletto in consiglio ma con un tesoretto di 3.310 voti, il maestro Alberto Veronesi, musicista con la passione per la politica, aveva promesso che non sarebbe uscito di scena, ma che sarebbe tornato. Perché Lucca, che era già nel suo cuore anche per una storia familiare, con la campagna elettorale lo aveva finito di conquistare. Promessa mantenuta: Veronesi torna, a un anno dalle amministrative lucchesi, in punta di piedi e col garbo di un consumato uomo di cultura. Domani, giovedì, alle 21, al civico 9 di via Veneto (al piano terra di un edificio in pieno centro storico) inaugura un centro di ascolto che si chiamerà “Veronesi per Lucca”, formula che fa pensare all’embrione di un qualche comitato elettorale. Forse un terzo polo? Veronesi glissa.
«Faccio parte del Pd – afferma –. L’idea è di partire da qui: ascoltare, raccogliere proposte. Vediamo poi chi le utilizzerà. Amo questa città e sarò sempre contento di aiutarla. Mi sento da sempre lucchese. Mi sono accorto un anno fa, durante la campagna elettorale, di quante persone che ho incontrato stessero male, sia psicologicamente che dal punto di vista economico, che avevano difficoltà a rappresentare i propri bisogni. Il centro di ascolto nasce da questo, e spero che siano sempre di più le persone che ne fanno parte. Al momento c’è un piccolo gruppo di tre persone che si sono messe a disposizione».
Lo scopo del centro (o sportello) di ascolto, che sarà aperto ogni giorno dalle quattro alle cinque ore (in via iniziale, almeno) è di essere alternativo alla politica tradizionale. «Siamo abituati – spiega infatti Veronesi – a una politica che impone e che si è dimenticata di ascoltare e risolvere i problemi delle persone. I punti del mio progetto sono sostanzialmente tre: la ripartenza economica, il lavoro, l’aspetto sociale. Va fatto ogni sforzo per creare lavoro e quindi benessere. Credo che dovremo imparare da altre città, che usano molto a questo scopo anche l’intelligenza artificiale. Con questo strumento puoi dare forza ai settori trainanti del territorio lucchese, dal cartario all’alimentare, alla metalmeccanica. Dobbiamo fare in modo che Lucca sia sempre più a disposizione di chiunque crei ricchezza. Dal punto di vista sociale, occorre aprire quanto più possibile alla partecipazione democratica».
L’idea del centro, per Veronesi, è mediata dall’esperienza degli one stop shop mitteleuropei, una sorta di sportello unico al quale gli abitanti si rivolgono per diverse motivazioni. «Ho ravvisato la necessità di creare questo servizio dopo avere conosciuto quartieri di Lucca, come San Vito, San Concordio, Borgo Giannotti. In altri stati europei, in questi centri le persone trovano esperti, si possono scambiare domande e offerte di lavoro, consigli di orientamento scolastico per i giovani. Capitale culturale vuol dire, per una città come Lucca, fornire anche questo tipo di servizi ai suoi abitanti». —
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