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Pro-Gest, torna lo sciopero

Pro-Gest, torna lo sciopero

Tensioni legate «a investimenti mai arrivati e organizzazione del lavoro»

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ALTOPASCIO. Si dice che il tempo sia in grado di risolvere tutti i problemi. Ma non sempre è così. Di certo non lo è alla Pro-Gest di Altopascio, l’azienda cartaria da molti conosciuta col vecchio nome di Ondulati Giusti. Qui, il passare del tempo anziché avvicinare a delle soluzioni pare incancrenire i problemi. L’elenco fatto dai sindacati è lungo: dagli investimenti annunciati e mai arrivati fino agli esuberi di personale dichiarati dall’azienda, eppure accompagnati da casi di persone «messe a fare due lavori contemporaneamente». È così che ieri i lavoratori (138 quelli attualmente in forza allo stabilimento di Altopascio) sono scesi in sciopero. E oggi faranno altrettanto.

«Ci sono importanti investimenti annunciati, ma senza definire la tempistica di realizzazione – è la denuncia di Simone Tesi della Slc Cgil e di Fabio Guerri della Fistel Cisl – c’è una gestione incomprensibile del personale nell’organizzazione del lavoro, con spostamenti continui da una mansione a un’altra, con persone che vengono messe anche a fare due lavori contemporaneamente, con frequenti richieste di rientrare solo dopo otto ore di riposo (quando la normativa stabilisce in 11 le ore di intervallo), con persone messe a casaforzatamente. Nonostante questo, i lavoratori continuano a sentirsi dire che sono in troppi e ovunque: negli uffici, in produzione, in magazzino, in manutenzione».

Continuano i sindacalisti: «Ci sono persone a casa in cassa integrazione continuativa, dal mese di ottobre e a queste non è mai stata data una risposta su una possibilità di ricollocazione, che è stata richiesta. Deliberatamente, l’azienda ha scelto di non pagare istituti contrattuali dovuti, quali festività e cambi di mansione. Sulla Cassa integrazione Covid abbiamo vinto un ricorso fatto all’Inps e all’Ispettorato del lavoro, e l’azienda, oltre pagare le sanzioni, deve restituire all’Inps la Cigo, pagare lo stipendio pieno ai lavoratori e versare loro i contributi. Ancora però non l’ha fatto, ne ha chiarito quale sia la sua posizione. Semplicemente di rifiuta di ottemperare i suoi obblighi. È stata affidata all’esterno la gestione della portineria, con un appalto sulla cui genuinità abbiamo chiesto all’Ispettorato di vigilare, perché non si può pensare di esternalizzare lavoro, per inseguire un ipotetico risparmio, mantenendo una promiscuità organizzativa nella gestione dell’attività produttiva e commerciale».

I sindacati parlano di una situazione assurda per i lavoratori, costretti a scioperare «non per rivendicare un trattamento migliore, ma per avere quello è che è stabilito da leggi e da contratti». E poi il caso del sindacato interno: «La direzione aziendale ha pensato bene anche di contestare la regolare elezione della rappresentanza sindacale interna e di mettere in ferie forzose a casa uno dei candidati eletti, dopo averne annunciato lo spostamento a una mansione inferiore».

Sul posto, a portare la loro solidarietà ai lavoratori, sono intervenuti anche la sindaca Sara D’Ambrosio e il candidato sindaco dell’opposizione Maurizio Marchetti. —

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