Sicurezza
Omicidio stradale, condannato automobilista
Otto mesi con i benefici di legge al conducente della Golf che nel 2018 si scontrò con un’utilitaria sulla via del Brennero
Luca Tronchetti
LUCCA. Il 10 novembre 2018 si svegliò all’alba, diede un bacio alla moglie e alla figlia di sette anni che ancora dormivano, e uscendo dalla sua casa di San Pietro a Vico salì sulla Fiat Punto per andare alla cartiera Sca Packaging di Porcari.
Ma fatti pochi chilometri, imboccando da una strada laterale la via del Brennero a Marlia, la sua utilitaria venne centrata da una Golf Bianca. Per l’operaio non ci fu nulla da fare. Morì qualche ora dopo in rianimazione all’ospedale San Luca.
La vittima dell’incidente era Marino Nelli, 48 anni, fratello dell’ex consigliere comunale Rita Nelli, e personaggio conosciutissimo nel mondo dello sport e del volontariato. Era stato vicepresidente del Gruppo donatori di Bolognana e consigliere nel direttivo del Trofeo podistico lucchese.
Tra l’altro, se non si fosse verificato il tragico evento, il podista alle 15 di quel giorno avrebbe partecipato a un raduno di marciatori al Villaggio del Fanciullo. Invece non arrivò mai né al lavoro e tantomeno alla marcia podistica.
La sua vicenda è stata ripercorsa durante l’udienza preliminare che vedeva imputato di omicidio stradale il conducente della Golf bianca che si scontrò con la Punto della vittima.
Si tratta di Fabio Santini, 37 anni, di Barga. Stando agli accertamenti eseguiti dalla polizia stradale e dalle perizie dei consulenti, la Golf di Santini viaggiava a 110 chilometri orari in quel tratto di strada sulla via del Brennero a pochi metri dal Gas Auto. Quindi, stando all’accusa, ad una velocità superiore rispetto a quella consentita sulla via del Brennero.
Tuttavia, sempre secondo gli accertamenti della Polstrada, Nelli si sarebbe immesso nella Statale 12 o comunque avrebbe fatto una manovra senza rispettare la precedenza.
Il giudice dell’udienza preliminare Antonia Aracri ha quindi optato per un concorso di colpa condannando l’automobilista accusato di omicidio stradale colposo alla pena di otto mesi di reclusione con i benefici di legge e senza la sospensione della patente di guida.
L’atteggiamento processuale dell’imputato è stato decisamente collaborativo e per quanto riguarda il risarcimento alle parti offese, in considerazione del rito scelto dall’imputato, il quantum verrà stabilito in sede di giudizio civile. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google