Sicurezza
Monti di Villa in lutto per la scomparsa di Gimmy Pileri
Aveva 47 anni, lascia la moglie Chiara e il figlioletto
BAGNI DI LUCCA. Sgomento e dolore nella comunità di Bagni di Lucca per la notizia della scomparsa di Gimmy Pileri, 47 anni. Una tragedia che si commenta da sola e che lascia muti, increduli.
Pileri, autotrasportatore, originario di Gombereto, abitava insieme alla moglie Chiara Martinelli e al figlio a Monti di Villa, dove domani, martedì, si svolgeranno i funerali, alle 16. Da pochi mesi combatteva «come un guerriero», come hanno scritto alcuni suoi amici sui social, contro una terribile malattia che non gli ha lasciato scampo. Aveva scoperto di essere malato la vigilia di Natale.
Tantissime le attestazioni di cordoglio, ma anche di angoscia e incredulità in un periodo particolarmente triste che sembra non avere fine.
Pileri se ne è andato nel giro di pochi mesi. Avrebbe compiuto 48 anni a luglio e avrebbe sicuramente festeggiato insieme ai familiari, ma un destino crudele lo ha strappato alla vita in soli quattro mesi.
Pileri aveva un mezzo per il trasporto del cemento e lavorava per la ditta “Beton Lucca Cementi”.
A ricordarlo è Carlo Giannelli, compagno della cugina della moglie di Pileri, Elena. Giannelli parla fra le lacrime, distrutto dal dolore.
«Siamo distrutti – dice – eravamo al corrente della gravità della situazione, ma non ci aspettavamo di perderlo in così poco tempo. È una tragedia. Gimmy era una persona solare, sempre ben disposto verso tutti, partecipava alle iniziative che venivano fatte per il paese. Amava come me la natura e il bosco. Mi ha seguito in diverse escursioni nelle strade di montagna, mi ha accompagnato spesso. Amava anche la caccia al cinghiale. Era una persona benvoluta e stimata da tutti, lascia un vuoto enorme».
Pileri lascia anche la sorella Catia, che abita a Gallicano, e i genitori che vivono a Gombereto, nel Comune di Bagni di Lucca.
Chi ha conosciuto l’autotrasportatore lo descrive come una persona buona, che amava vivere la sua vita con la moglie Chiara e il figlio.
Era appassionato della natura e del suo ambiente nel verde, che esplorava in particolare con l’amico Carlo Giannelli. Insieme hanno fatto anche piccoli lavori e partecipato a iniziative mirate al bene della collettività.
L’altra passione era la caccia al cinghiale, che aveva portato Pileri a contatto con tante persone di Bagni di Lucca, dove la caccia agli ungulati è praticata da numerose squadre.
I parenti e i familiari si sono stretti in un addolorato riserbo.
Alla famiglia vanno le condoglianze della redazione del Tirreno. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
