Sicurezza
IL MONDO DEL COMMERCIO
I norcini di Massa Macinaia difendono la tradizione
Rossella Lucchesi
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I titolari all'interno della norcineria (foto Fiorenzo Sernacchioli)Il negozio dei Giometti ha raggiunto i 102 anni: ecco la storia della famiglia, a partire dal capostipite che cercò fortuna a Chicago per tornare e trovarla a casa
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MASSA MACINAIA. Due anni fa ha tagliato il traguardo del secolo, ma la norcineria Giometti di Massa Macinaia è ancora in forma smagliante e la pensione è l’ultimo dei suoi pensieri. I suoi insaccati, tutti di produzione propria e lavorati con gli stessi ingredienti naturali usati cent’anni fa, sono ancora il piatto forte dell’azienda familiare che è ormai alla quarta generazione.
Inizia nel 1919 l’avventura imprenditoriale della famiglia Giometti, con il capostipite Pietro che, poco dopo la fine della Prima guerra mondiale, apre bottega insieme alla moglie Caterina Vangelisti in una piccola porzione della casa rurale dove viveva con i genitori che, come lui erano contadini. I due giovani erano appena sposati e avevano deciso di costruire il futuro in questa zona della Piana di Lucca abitata da agricoltori, ma in una posizione ottimale per conquistare la clientela, visto che sarebbe iniziata la ricostruzione.
La famiglia di Caterina - padre, madre e nove figli - era invece di Santa Maria del Giudice e da sempre esercitava il commercio. Pietro e Caterina si erano conosciuti durante uno dei viaggi di lavoro della ragazza che periodicamente arrivava nella frazione capannorese in sella al suo cavallo e con una cesta di vimini in testa, per vendere candele e sale grosso alla gente del paese. Prodotti che, insieme a petrolio, pasta e zucchero sfusi e tessuti in canapa e lino, avrebbe poi proposto ai clienti della rivendita che in breve sarebbe diventata anche il punto di riferimento di coloro che vivevano nei paesi vicini.
Era l’epoca dell’emigrazione italiana e pure Pietro sentì il richiamo dell’America, benché l’attività cominciasse a dare buoni frutti. Nel 1921 la partenza per Chicago, dove sperava di fare fortuna insieme al fratello Nello, mentre la moglie restò dietro il banco della bottega insieme ai suoceri. «Tornò con la coda tra le gambe e riprese il suo posto in bottega, dove gli affari andavano a gonfie vele», dice la pronipote che porta il nome della bisnonna ed è oggi alla guida dell’azienda di famiglia, insieme ai genitori e alla zia Patrizia. «L’America - aggiunge - l’aveva trovata sua moglie in quella bottega di paese che lavorava sempre di più, grazie pure alla produzione degli ottimi insaccati che i Giometti avevano proseguito anche dopo la partenza di Pietro per gli Stati Uniti». Poi arriveranno il telefono, il primo della zona, e la televisione che il giovedì richiamerà decine di persone per vedere "Lascia o raddoppia".
Intanto la famiglia si allargava. Nacquero Mario, Norma e Giuseppe, ma sarà solo quest’ultimo, insieme alla moglie Rosetta Biagi a dare seguito alla tradizione di famiglia, visto che il primo diventerà direttore di banca e la sorella farà l’impiegata. I due figli della coppia, Pietro e Patrizia Giometti, seguiranno invece le orme dei genitori, entrando in negozio appena adolescenti e ancora oggi sono il pilastro dell’azienda insieme a Maria Eugenia Ghilarducci, moglie di Pietro e alla loro figlia Caterina, la cui sorella Benedetta preferirà invece la professione di biologa.
Oggi quella piccola rivendita di sale, candele e tessuti - dove si conservano ancora gli strumenti di inizio Novecento, come la bilancia per pesare il sale, insaccatrici e stadere dell’epoca - è diventata una delle imprese più rinomate della Lucchesia ed è l’orgoglio della famiglia Giometti che può contare anche sulla collaborazione di alcuni dipendenti. Si trova ancora nello stesso edificio rurale di un tempo, ma adesso occupa uno spazio molto più ampio che ospita pure il magazzino, il bar e un’area per degustare squisiti taglieri di salumi, prodotti nell’ambiente attiguo, adibito a laboratorio e stagionatura. Ma anche zuppa, farinata, baccalà, tordelli caserecci al ragù di carne e il famoso "panino del norcino".
Prodotti apprezzati anche da Andrea Bocelli, dal giornalista Alan Friedman e altri personaggi noti, attratti dalla gentilezza e dalla disponibilità del personale. Pietro ed Eugenia vivono al piano superiore, mentre Caterina abita a Carraia con i figli Aurora di otto anni e Tommaso di tre e il marito Gianluca Pedonesi, noto orafo lucchese. Contagiato dalla tradizione di famiglia, Pedonesi, ogni giovedì mattina si alza all’alba per compiere il rito dell’insaccatura dei salumi, insieme al suocero e al marito della cognata, Marco Andreini che di mestiere fa l’architetto. «Il segreto di tanta longevità - afferma Pietro, il norcino - è la grande passione per questo lavoro che spero di trasmettere ai nipoti».
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