Sicurezza
Da Susanna Ceccardi un’allerta sul rischio di infiltrazioni criminali
LUCCA. Negli ultimi mesi, oscurato dalla pandemia, il tema sicurezza è po’ scomparso dalle agende della politica, ma questo non significa che siano spariti i problemi connessi. Anzi, il virus rischia di crearne di nuovi. E proprio per parlare di questo tema ieri mattina l’europarlamentare della Lega Susanna Ceccardi (con una delegazione composta dal capogruppo regionale Elisa Montemagni, dall’onorevole Donatella Legnaioli, dal capogruppo in consiglio comunale Giovanni Minniti, dal consigliere provinciale Ilaria Benigni e dai commissari locali Salvadore Bartolomei e Riccardo Cavirani), ha incontrato chi si occupa di sicurezza sul territorio: il prefetto, i comandanti di carabinieri, guardia di finanza e vigili del fuoco, e la direttrice del carcere San Giorgio.
«Abbiamo voluto manifestare la nostra vicinanza e la nostra attenzione alle istituzioni del territorio – hanno commentato Susanna Ceccardi ed Elisa Montemagni – che hanno continuato a lavorare anche nel periodo della pandemia, fornendo una grandissima prova».
E la pandemia non ha solo complicato il lavoro di chi si occupa della nostra sicurezza, ma rischia anche di favorire, con la crisi che la sta accompagnando, nuove emergenze sociali che potrebbero tradursi in fenomeni criminali. Uno dei pericoli su cui ha posto l’accento l’europarlamentare è stato quello legato alla criminalità organizzata: «Quello di Lucca è un territorio economicamente molto vivace – ha detto Susanna Ceccardi – ma anche qua c’è il rischio di infiltrazioni mafiose, magari sotto forma di mani apparentemente amiche che si offrono di aiutare quelle imprese che, a causa della pandemia, vivono momenti di difficoltà. L’attenzione deve essere massima in questo senso».
Poi c’è il caso specifico del carcere San Giorgio, davanti al quale si è svolta la conferenza stampa: un carcere, ha sottolineato Susanna Ceccardi, che presenta già a cose normali problemi legati all’anzianità della struttura. Problemi, anche qui, che il Covid ha reso ancora più evidenti. «Gli agenti della penitenziaria sono stati sottoposti a un doppio stress – ha commentato l’europarlamentare – quella di Lucca è una sede vecchia. I detenuti e anche chi ci lavora meritano una sede all’altezza».
In chiusura un passaggio sulle prossime amministrative: «Quella di Lucca è una sfida possibile, così come da un po’ di tempo lo sono tutte in Toscana. Io darò il mio contributo, ma quello della scelta del candidato è un compito che spetta ai lucchesi e ai militanti». —
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