Il Tirreno

Lucca

Residenze anziani senza infermieri: allarme

Residenze anziani senza infermieri: allarme

I sindacati: «Personale ai minimi termini. Alcune cooperative che gestiscono le strutture vogliono riconsegnare le chiavi»

2 MINUTI DI LETTURA





lucca. È un vero allarme quello che i sindacati fanno partire per le Rsa: il numero di infermieri presenti nelle strutture del territorio è ormai molto al di sotto della soglia minima, dopo la “fuga” avvenuta con le chiamate dell’Asl. Tanto che alcune cooperative che gestiscono strutture in appalto stanno pensando di riconsegnare le chiavi. È quello che annunciano Michele Massari (Cgil) e Stefania Fontanini (Uil). «Da inizio pandemia abbiamo lanciato l'allarme sulla carenza di personale specializzato nelle strutture socio sanitarie ma nessuno a quanto pare ci ha dato ascolto e ora siamo in piena emergenza – spiegano –. La campagna di assunzioni da parte del servizio pubblico regionale, assolutamente auspicabile nell’ottica di una reale riorganizzazione della sanità ma viziata da decenni di mancata programmazione che ha visto addirittura i nostri infermieri andare a lavorare all'estero, ha drenato personale dalle cooperative sociali che gestiscono Rsa , centri socio assistenziali, servizi domiciliari, lasciandole drammaticamente scoperte di personale specializzato, in particolare di infermieri che non sono più reperibili sul territorio».

Adesso, sottolineano i sindacalisti, «il rischio del mancato rispetto dei parametri di assistenza, è dietro la porta e alcune cooperative minacciano addirittura di consegnare le chiavi delle strutture. Questo stato di cose crea oltretutto una situazione insostenibile anche per gli operatori socio sanitari, ormai quasi introvabili, che nei servizi sono costretti a turni insostenibili superiori nei fatti alle normative contrattuali, oltre a operare al limite della congruità dei protocolli professionali». I sindacati territoriali si dicono molto preoccupati della situazione che si è creata, al punto che «le circostanze rischiano di portare al collasso in brevissimo tempo il sistema territoriale socio assistenziale».

Con una lettera inviata il 29 aprile, a firma di Michele Massari e Marco Morbidelli (Cgil), Pietro Casciani e Stefania Fontanini (Uil) e Giada Bellandi (Cisl), tutti referenti per la categoria dei lavoratori della funzione pubblica, i sindacati hanno chiesto un incontro con il prefetto Francesco Esposito e con l’Asl con lo scopo di «cercare soluzioni che abbiamo già proposto in precedenti interventi – aggiungono i sindacalisti –. Siamo certi che nei prossimi giorni saremo convocati per esprimere il disagio delle lavoratrici e dei lavoratori dei due comparti specificati e ci auguriamo che in quella sede potremo trovare rimedi possibili prima di arrivare a un punto di non ritorno». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa