Sicurezza
Due opere di Civitali al museo nazionale
Nell’esposizione di villa Guinigi il “Salvator coronatus” e una Madonna con bambino del maestro rinascimentale
Rossella Lucchesi
lucca. Giaceva in un angolo dello studio del professor Vittorio Pascucci, adiacente la cappella delle Nevi, nella chiesa di Santa Maria Corteorlandini, il busto in terracotta raffigurante Cristo con la corona di spine dello scultore Matteo Civitali che ieri è stato restituito alla città, dopo un’accurata opera di restauro.
Autore della scoperta è lo storico dell’arte Valentino Anselmi, funzionario della Sovrintendenza per le province di Lucca e Massa-Carrara, che agli inizi del 2018 si trovava nell’edificio religioso per un sopralluogo. «Notai subito la particolarità dell’opera che, a colpo d’occhio, sembrava realizzata in bronzo, ma avvicinandomi compresi che mi trovavo di fronte a un capolavoro di altissimo valore che meritava di tornare agli antichi splendori e soprattutto di essere fruibile dai cittadini». La scultura era rimasta per secoli priva di attribuzione, ma l’intuito del giovane studioso, grande esperto di opere del Civitali e le prove scientifiche condotte successivamente dal Ris di Roma, hanno sciolto ogni dubbio circa la paternità del “Salvator coronatus”.
A distanza di qualche mese, Anselmi ebbe modo di verificare che anche il bassorilievo in terracotta policroma raffigurante la Madonna con bambino, rinvenuto in un’edicola votiva di Colle di Compito, era stato realizzato dalla medesima mano, ma come l’altra opera, necessitava di una profonda ristrutturazione. Resa possibile grazie a un lavoro di squadra e soprattutto all’intervento della Fondazione Banca del Monte che si è fatta carico del restauro e dell’allestimento, con il supporto della Sovrintendenza e della direzione regionale dei musei della Toscana che da oggi ospita l’esposizione temporanea a villa Guinigi. «Un recupero che per noi è motivo di orgoglio – commenta il presidente del sodalizio bancario, Oriano Landucci – poiché mette in risalto uno dei maggiori esponenti dell’arte rinascimentale che, in qualche modo, è contemporaneo del nostro istituto, nato nel 1489 come Monte di Pietà, proprio nell’edificio che oggi ospita banca e Fondazione».
Il museo nazionale di villa Guinigi si arricchisce, dunque, di due nuove opere del maestro Civitali, nell’esposizione ideata dall’architetto Nicola Nottoli e realizzata dalla ditta lucchese Allestend. «Un risultato – commenta la dottoressa Angela Acordon – che mi rende orgogliosa come Sovrintendente di questa realtà cittadina e riconoscente al collega Anselmi per avere seguito il percorso dei lavori con estrema passione e competenza».
Tanti i progetti a venire per il museo lucchese che da oggi riparte con gli orari pre-Covid, benché con visite contingentate, preferibilmente su prenotazione. Stefano Casciu, direttore dei Musei toscani, non si sbilancia sui programmi per la nuova stagione, ma assicura che ci saranno ottime sorprese. «L’importante – dice – è restare aperti e mantenere il personale, perché la cultura è vita e i musei sono luoghi sicuri che non avrebbero dovuto essere chiusi». Soddisfazione anche da parte del sindaco Alessandro Tambellini che, nel suo intervento, ripercorre l’operato artistico di Matteo Civitali «sul quale – ricorda – negli ultimi anni si sono concentrate molte attenzioni, permettendo il recupero di diversi capolavori. E questi sono tra i più preziosi». —
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