Il Tirreno

Lucca

istituto storico lucchese 

A 50 anni dalla morte una conferenza ricorda il musicologo Bonaccorsi

Francesco Cosimini

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barga. Fra i personaggi più illustri nati a Barga, c’è il musicologo Alfredo Bonaccorsi (1877-1971). Diplomato in pianoforte al “Boccherini” di Lucca e poi perfezionatosi ad Amburgo, avviò la sua carriera da critico ed etnologo musicale, diventando pure fine esperto d’arie popolari e opere di Puccini e Rossini.

Ma la sua biografia è ben più ampia. Ne parlerà Pier Giuliano Cecchi dell’Istituto storico lucchese sezione di Barga, alla conferenza “Omaggio ad Alfredo Bonaccorsi” programmata per oggi alle 16 nella sede della Fondazione Ricci. Situata nel capoluogo in via Roma al civico 20, così tornerà ad accogliere ospiti nel suo giardino, a ingresso libero e fino ad esaurimento posti, per il 50° anniversario della morte di Alfredo Bonaccorsi. L’evento, oltre ad esser stato creato dalla Ricci assieme alla locale sezione dell’Istituto storico lucchese (che sarà presente con la sua direttrice Sara Moscardini per un’introduzione), ha ricevuto diversi patrocini: Unitre-Barga, Comune, più Istituto superiore di studi musicali “Luigi Boccherini” di Lucca, che conserva i testi del musicologo per scelta della famiglia. Dunque alla conferenza ci sarà Giulio Battelli, già bibliotecario della scuola, per descrivere quei libri e tracciare il profilo del loro proprietario. Bonaccorsi compose anche diversi brani fra cui “Ninna nanna” del 1922, un intreccio fra il suono delle campane del duomo di Barga e il testo d’una nenia popolare. Non sarà il solo ascolto che verrà proposto all’evento da due artisti barghigiani: il maestro Riccardo Pieri al pianoforte e il mezzosoprano Roberta Popolani.

Successivamente, la fondazione organizzerà altri eventi? La presidentessa Cristiana Ricci risponde sì, anticipando che «alle 16 di sabato 29 maggio, dopo il primo appuntamento nel municipio di Barga sul capodanno toscano, si svolgerà un’altra conferenza sul tema. La seconda parte, sarà sull’abolizione della pena di morte dal Granducato di Toscana». Primo stato al mondo ad eliminare nel 1786 la condanna dal suo ordinamento giuridico, «ne parleranno Sara Moscardini e Leonardo Umberto Conti Marchetti». —

Francesco Cosimini

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