Finanza
Sagre, si prova a ripartire
Magari ridotte, ma sono fondamentali per i conti di parrocchie e associazioni
CAPANNORI. L’emergenza ha fermato le sagre nel 2020, e anche in questo 2021 si rischiano di perdere molte di queste manifestazioni, che fanno comunità, e che sono anche fonte di finanziamento per associazioni e parrocchie.
A Segromigno in Monte è pronto il piano per salvare la sagra del tordello casalingo, pensando a un’edizione ridotta. Ma si valuta anche l’alternativa di una nuova sagra, solo per questa estate, per raccogliere fondi a sostegno delle attività parrocchiali. «Per la pandemia abbiamo avuto un calo di entrate di oltre il 50 per cento», dice il parroco don Damiano Pacini. La sagra del tortello resta a rischio, ma ci sono spiragli per fare alcune serate: «Abbiamo iniziato delle riunioni – riprende il parroco – parlerò con i volontari. L’obiettivo è organizzare la sagra. Con le riaperture, essendo all’aperto, possiamo provarci. Anche se dobbiamo capire con quale formula, perché non sono ancora chiare le regole del governo».
Un problema non da poco visto che la macchina organizzativa si deve mettere in moto con largo anticipo: «Si potrebbe fare una manifestazione ridotta con numeri inferiori e concentrata in pochi giorni oppure una sagra nuova, che coinvolga tutti i volontari della comunità, quindi anche Camigliano, San Colombano, Tofori, Petrognano e San Pietro. Abbiamo bisogno di un evento per autofinanziarci. Il 2020 è stato un anno orribile con un calo di oltre il 50 per cento delle entrate dopo la sospensione della sagra e senza i campi estivi. Sono diminuite anche le offerte dei fedeli con meno gente in chiesa. E avverto ancora timori nel tornare alle messe: siamo scesi da 1500 a 700-800 persone». Sicuramente, se la manifestazione si farà, cambierà la data: non più a giugno ma tra luglio e agosto. E probabilmente durante la settimana. Don Damiano lancia un appello a unire le forze: «Le spese sono tante, abbiamo investito nella chiesa di Camigliano e nel campo sportivo di san Colombano, dove è stato importante il contributo di Comune e Fondazione Crl, ma senza attività e una sagra i soldi non bastano. E non c’è solo l’aspetto economico, ma anche il momento di aggregazione per la comunità. Speriamo di non dovere rinviare ancora».
Ci proveranno anche a Marlia con la sagra de La Corte, mentre si prospetta un rinvio di quella del Tagliarino a Paganico, a fine giugno: «Non ci sono le condizioni, meglio rimandare – dicono gli organizzatori – semmai potremo pensare a una versione ridotta a settembre». Resta da capire il destino di altre sagre storiche come quella delle olive a Matraia, del fungo porcino a Massa Macinaia e a Guamo. Ad Altopascio resta da capire il da farsi per la sagra del Cencio e la Festa della Birra di Marginone: . «Ci stiamo pensando, la speranza c’è, dobbiamo ripartire, ma se dovremo fare un’edizione in tono minore allora meglio rinviare all’anno prossimo – dice Simone Biagi, presidente del comitato eventi nel paese – per ora abbiamo in programma il 14 agosto il campionato italiano a cronometro per allievi». —
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